Die Mauer Torino 2012, e la sfida del teatro lungo il Po

Die Mauer Torino 2012Che il luogo della movida torinese sia rappresentato dai Murazzi, lungo Po cittadino fra palazzi storici e verde, è un dato assodato ormai da decenni. Eppure ai Murazzi generazioni ci sono andate per ballare, bere, al massimo ascoltar musica dal vivo e poi sedersi fuori dai locali ad aspettare l’alba.
Veder teatro, e magari neppure a tarda ora, era stata finora davvero una rara eccezione, coltivata forse solo con una stagione di teatro sperimentale, la domenica sera, in quel locale che tanti torinesi conoscevano come “Giancarlo 2”.

Ma l’idea non è certo male, visto che un viavai di più o meno giovani così numerosi solo i Murazzi e poche altre zone, a Torino, hanno il potenziale di raggrupparli. Soprattutto in primavera/estate. E visto che, mischiando il teatro a musica, performance, pittura, installazioni, video, fotografia e scrittura… non sia mai che un pubblico un po’ diverso non si ‘raccolga’.

Già, perché proprio qui, Murazzi del Po lato sinistro (per intenderci, quello dello storico locale Doctor Sax, pure lui coinvolto) è stato presentato ed è partito il nuovissimo festival di arte contemporanea Die Mauer Torino 2012, una sorta di “età adulta” di quella rassegna domenicale di teatro sperimentale un po’ troppo in sordina.
In ambito teatrale, ha voluto dire la presenza, nella serata d’apertura di lunedì, anche di Michele Di Mauro con “Tuttodunfiato”: “Quando inciampo in belle letture le isolo o le accatasto, le separo dal resto e le metto nella valigia di ‘Tuttodunfiato’. E prima o poi… le leggo ad alta voce a qualcuno. Può capitare a casa o in libreria, in una biblioteca o in un teatro, ma anche in una banca o in una dark-room. Le belle parole vanno dette. Leggere per gli altri è meraviglioso. E questo io faccio. Spaziando tra gli autori che più mi soddisfano senza remore di alcun genere. Io leggo. Tutto. E mi diverto”.

Il festival proseguirà fino a domenica sera, con una chiusura affidata a Roberto Latini e al suo “Iago”, concerto scenico con pretesto occasionalmente shakespeariano per voce dissidente e musica complice: un lavoro sulla parola, nel confine tra il senso e il suono, con Shakespeare come pretesto.


Nel frattempo segnaliamo alcune iniziative di oggi, che partono fra poco, dalle 10 al Magazzino sul Po (ex “Giancarlo 2”), con la performance “Loop 003 / la sedia…il tavolo…il letto?”, di e con Max Bottino e Betty Cembrola-Vercelli, e proseguono per tutta la giornata. In serata la compagnia svizzera Opera Retablo con “Pollo fritto. alla fermata del treno per…”.

Domani 8 marzo, tra i vari eventi, alle 12 (con replica alle 21) “Frammenti”, concerto scenico del Teatro del Lemming di Massimo Munaro. Mentre alle 17 Silvia Venturini in “Incipit, Primo Movimento”: ogni tipologia di materia è soggetta ad usura, deterioramento e trasformazione. Il “materiale umano”, come tutte le sue forme di organizzazione e pensiero, non fa eccezione.

L’evento clou del 9 e 10 marzo è senz’altro la presenza di Mariangela Gualtieri (Teatro Valdoca) in “Bestia di gioia”, titolo dell’ultima sua raccolta di versi, pubblicata nel 2010 da Einaudi. E’ dalle poesie di questo libro che prende il via quello che la Gualtieri chiama un “rito sonoro” nel quale le potenze arcaiche della natura sono in primo piano.

Ma tanti sono comunque gli appuntamenti durante le giornate del festival, con la scelta – coraggiosa – di non focalizzare gli eventi solo nelle serate.
Il festival, che propone complessivamente una ventina di appuntamenti nell’arco di una settimana, è interamente autofinanziato e, a quindici giorni dall’apertura, rischiava di essere cancellato. Gli organizzatori ci tengono quindi a ringraziare tutte le persone che gratuitamente hanno lavorato e stanno ancora lavorando per la sua realizzazione.

La sfida non è facile, e non esclusivamente per l’aspetto economico, come dimostrano le parole della giovane Amalia De Bernardis (classe 1984, diverse esperienze teatrali in giro per l’Italia), cui è affidata la direzione artistica del festival, ma non solo: “Fino a luglio, ogni venerdì alle 21,30 una compagnia italiana sale sul palco del Magazzino sul Po. Facciamo ancora fatica ad avere una partecipazione costante. É difficile far capire alla gente che i Murazzi funzionano anche dalle 18 del pomeriggio, che alcuni degli spazi stanno diventando una alcova dove gli artisti si ritrovano e si incontrano. Lo scambio che avviene dagli incontri artistici crea una rete, un mormorare, un continuo tenersi in contatto, un confrontarsi sui lavori: importante, anzi fondamentale in questo oggi burrascoso”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *