Flauto magico e Orchestra di Piazza Vittorio. Cronaca di un successo annunciato

L'Orchestra di Piazza Vittorio
L'Orchestra di Piazza Vittorio

L’Orchestra di Piazza Vittorio (photo: L. Willems)

Ci sono spettacoli che nascono col successo nel loro destino. È il caso de “Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”, concerto “semiscenico” che ha inaugurato la XXIV edizione di Romaeuropa Festival in quattro serate ‘sold out’ al Teatro Olimpico.

Lo spettacolo si rivela un successo annunciato grazie alla qualità delle due realtà che lo hanno prodotto e al loro inedito connubio produttivo: la Fondazione Romaeuropa, istituzione culturale romana attiva sul territorio e sempre pronta a dar spazio all’innovazione nelle arti performative, e l’Orchestra di Piazza Vittorio, ensemble sui generis creato da Mario Tronco e Agostino Ferrente che annovera tra le proprie file musicisti provenienti dai quattro angoli del mondo ma che ha in piazza Vittorio Emanuele II, nel multietnico quartiere romano Esquilino, la sua culla e roccaforte.

L’Opv nasce nel 2002 in seno all’associazione Apollo 11 di Roma, ha pubblicato due album e si è esibita in più di trecento concerti in tutto il pianeta. Ma nonostante queste premesse il salto a Mozart è notevole, quasi vertiginoso. Tanto più che la maggior parte dei musicisti, di estrazioni musicali pop, non conoscevano Mozart neppure per averlo sentito nominare. Ecco ciò che di più dissacrante c’è nell’operazione artistica presentata: col suo piglio sfrontato, l’Orchestra di Piazza Vittorio rivisita l’opera, la stravolge, la smonta, cambiando i dialoghi e gli interlocutori, miscelando i generi, dando vita a un prodotto finale di alta qualità musicale e indiscusso coinvolgimento emotivo e estetico.
Succede allora che un narratore appaia dal nulla per spiegare al pubblico di volta in volta le scene, che la Regina della notte sia interpretata da una Petra Magoni in versione ‘gothic’ e in splendida forma, che Papageno intoni note ska-reggae giamaicane e Pamino suoni e danzi ritmi e percussioni cubane. Succede inoltre che questo “Flauto magico” multietnico e contemporaneo sia suonato con strumenti anomali delle varie culture musicali del mondo (il cavaquinho, le congas, la kora, il dumdum, il sabar, la tabla e altri) e cantato almeno in sei lingue differenti: arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof.


Ci troviamo di fronte ad uno spettacolo ibrido, una via di mezzo fra il teatro musicale e un’opera in forma di concerto, che non presenta una regia di stile teatrale ma dove tutto è affidato all’estro dei musicisti. Nonostante ciò viene sottolineata la componente teatrale da una interessante ricerca nei costumi, creati da Ortensia De Francesco, che diventano personaggi, e nelle scene video di acquerelli animati che fanno da sfondo, a cura di Lino Fiorito.
Nelle parti recitate la performance ha un sapore un po’ kitsch, come forse è lo spirito dell’Orchestra: un “Flauto” contemporaneo, una favola surrealista, un’operazione atipica e irriverente verso i canoni della musica classica che avrà certamente i suoi detrattori tra i puristi, ma che pare funzionare anche sui melomani presenti in sala che, inizialmente sospettosi, ridono divertiti riconoscendo le note originali dell’opera mozartiana negli stravolgimenti latini, rock, jazz operati dalla rilettura.
Lo spettacolo ha debuttato a Lione lo scorso giugno, è stato presentato ad Atene e Barcellona e sarà tra le prime date (30 ottobre-1° novembre) della stagione del Teatro Mercadante di Napoli. Ma giuriamo che non si fermerà qui.

IL FLAUTO MAGICO SECONDO L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
direzione artistica e musicale Mario Tronco
elaborazione musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
acquerelli, animazione e scene Lino Fiorito
assistente per le scene Carmine Guarino
motion design Raffaele Russo
disegno luci Pasquale Mari
costumi Ortensia De Francesco
assistente Katia Marcanio
realizzazione Sartoria Annamode 68
con l’Orchestra di Piazza Vittorio:
Houcine Ataa | Tunisia | voce
Peppe D’Argenzio | Italia | sax baritono, clarinetto basso
Evandro Cesar Dos Reis | Brasile | voce, chitarra classica, cavaquinho
Omar Lopez Valle | Cuba | tromba, flicorno
Awalys Ernesto Lopez Maturell | Cuba | batteria, congas
Zsuzsanna Krasnai | Ungheria | violoncello
John Maida | Stati Uniti, violino
Gaia Orsoni | Italia | viola
Carlos Paz | Ecuador | voce, flauti andini
Pino Pecorelli | Italia | contrabbasso, basso elettrico
Raul Scebba | Argentina | marimba, congas, percussioni
El Hadji Yeri Samb | Senegal | voce, djembe, dumdum, sabar
Dialy Mady Sissoko | Senegal | voce, kora
Giuseppe Smaldino | Italia | corno
Ziad Trabelsi | Tunisia | oud, voce
musicisti ospiti: Leandro Piccioni | Italia | pianoforte – Petra Magoni | Italia – voce Sylvie Lewis | Inghilterra | voce – Sanjay Kansa Banik | India | tablas
Fausto Bottoni | Italia | trombone, euphonium
collaborazione ai testi Renato Benvenuto e Luigi Trucillo
tecnica Gianni Istroni
ingegnere del suono Massimo Cugini
produzione Romaeuropa Festival 2009 e Les Nuits de Fourvière/Dèpartement du Rhône
produzione esecutiva Fondazione Romaeuropa
in collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia
durata: 1h 20’
applausi del pubblico: 6’ 53’’

Visto a Roma, Teatro Olimpico, il 26 settembre 2009
Romaeuropa Festival 2009

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