Frost/Nixon: potere mediatico vs potere politico. Chi vince?

Frost/Nixon

Ferdinando Bruni, Matteo de Mojana, Alejandro Bruni Ocaña, Andrea Germani (photo: elfo.org)

Nel 1977 un presentatore inglese affabile, donnaiolo e pieno di charme decide di investire tutta la sua carriera e i suoi soldi per intervistare Richard Nixon, appena salvato dal Presidente Ford dopo lo scandalo del Watergate.
A fronte delle perplessità dei suoi compagni di viaggio, degli investitori pubblicitari che non vogliono finanziare il progetto, e della solitudine in cui Frost sembra destinato a cadere, l’anchormen, inaspettatamente, ottiene una confessione piena dell’ex presidente, che si scusa in diretta col popolo americano, liberandosi lui stesso da un grande peso sulla coscienza.

E’ questa la vicenda intorno a cui ruota lo spettacolo “Frost/Nixon” del Teatro dell’Elfo in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, nuova produzione diretta da Ferdinando Bruni (Frost) ed Elio de Capitani (Nixon) in scena a Milano fino al 10 novembre.


Il testo, scritto da Peter Morgan nel 2006, ha ottenuto moltissimi premi ed è stato utilizzato per un film che ha sfiorato i 30 milioni di dollari di incasso, certamente a ragione.

Lo spettacolo di Bruni e De Capitani non delude le aspettative. Un duello intenso in cui, per due ore serrate, gli attori si ritrovano a dipanare una delle vicende più rappresentative dello scontro tra potere politico e mediatico, dove il secondo, a sorpresa, può diventare strumento di servizio per il bene comune e per l’emancipazione dei cittadini.

La scena è spoglia, si muove e cambia solo grazie al gioco di luci (per altro molto azzeccato) di Nando Frigerio, e di sedie da ufficio un po’ retro, trono dei due protagonisti che si scontrano e, all’occorrenza, pochi altri strumenti di scena. Qualche televisore qua e là accompagna la narrazione, quasi a voler sottolineare l’importanza del video, quel video che farà la differenza nell’ultima intervista di Frost a Nixon, perché per la prima volta metterà l’accento sul primo piano dell’ex presidente, mostrando al popolo americano la sua aria “sconvolta e stanca”, e restituendogli la dignità che cerca da tempo.

Bruni e De Capitani sono magnifici nei rispettivi ruoli. Posato e mai sopra le righe De Capitani, in un Nixon che a tratti fa quasi tenerezza, vittima di sé stesso e delle sue precedenti azioni, sente il peso di quanto ha fatto, ed è stanco di interpretare il ruolo di un uomo che, inevitabilmente, per salvarsi dovrà continuare a negare la realtà.

Effimero in apparenza, frivolo e modaiolo, è il Frost di Bruni, che ci regala un personaggio pieno di sfumature di sensibilità. Inizialmente privo di scrupoli e interessato solo al proprio successo personale, poi rimarrà invischiato in una vicenda più grande di lui, che sembrerà schiacciarlo.
Stupefacente è la prova di Bruni, di come riesca a tratteggiare un uomo mostrandocene le qualità nascoste, facendoci vedere due facce della stessa medaglia: un uomo che il mondo considera privo di talento, ma che in realtà di talento ne ha molto, pur nascosto dietro alla sua sicurezza palesata e arrogante, che un po’ infastidisce.

Bravi anche gli altri attori in scena, da Luca Toracca, impresario naif, a Claudia Coli, donna e amante di Frost, da Matteo de Mojana e Andrea Germani, sue menti occulte, a Nicola Stravalaci, accompagnatore e assistente di Nixon, pronto a difenderlo in ogni istante.
Menzione speciale merita Alejandro Bruni Ocana, narratore e protagonista della vicenda, forte sulla scena, divertente e divertito, non perde mai un colpo in due ore di racconto e ci trasporta nella storia con semplicità, senza sporcature né esagerazioni.

Uno spettacolo certamente da vedere: non solo per il pensiero immediato che va al nostro Paese oggi (non nel 1977!), e per la perizia dei protagonisti, ma anche per conoscere a fondo un capitolo della storia americana e ricordarsi che, a volte, il potere mediatico può essere usato non solo per stravolgere le coscienze e nascondere la realtà, ma anche per sostenerla nel modo più corretto, svelando ciò che sembra destinato a rimanere nell’oblio.

– Lei mi sta dicendo che per il bene del Paese è lecito commettere atti illeciti?
– Non sono illeciti se è il Presidente a compierli!

FROST/NIXON
di Peter Morgan
traduzione di Lucio De Capitani
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con: Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Luca Toracca, Nicola Stravalaci, Alejandro Bruni Ocaña, Andrea Germani, Matteo De Mojana, Claudia Coli
luci: Nando Frigerio
suono: Giuseppe Marzoli
una co-produzione: Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile dell’Umbria
con il contributo di Fondazione Cariplo

durata: 2 ore
applausi del pubblico: 3′

Visto a Milano, Teatro dell’Elfo, il 29 ottobre 2013


 

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