Il ritratto d’Italia di Fattoria Vittadini

Fattoria Vittadini
Fattoria Vittadini

To this purpose only (photo: Ilaria Costanzo)

La tappa marchigiana di Teatri del Tempo Presente, progetto interregionale finalizzato alla valorizzazione della scena teatrale contemporanea di nuova generazione, si chiude con “To this purpose only”, spettacolo ideato da Matanicola, duo residente a Berlino composto dal coreografo e performer israeliano Matan Zamir e dal coreografo e danzatore italiano Nicola Mascia, per Fattoria Vittadini, giovane compagnia milanese formata da ragazzi provenienti dall’Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi.

Lo spettacolo è incentrato sull’Italia, come è subito chiaro ed evidente all’entrata dei sei danzatori in scena, vestiti di bianco, rosso, verde, due per ogni colore della nostra bandiera.
Immobili si mostrano e lentamente si spogliano, svelando le nudità dei corpi; inizia così il primo dei tre quadri che compongono lo spettacolo, una lunga celebrazione delle bellezze artistiche della nostra cultura. I danzatori creano scene plastiche di gruppi scultorei che si concretizzano per poi diluirsi in nuove forme; la loro nudità è un richiamo forte e perfettamente congruente alla levigatezza del marmo, alla memoria di bellezze artistiche che ci circondano ma che la troppa familiarità ha reso desuete. Non c’è glorificazione o esaltazione, ma il semplice mostrare, in una estrema pulizia di forme e spostamenti.

Il rivestirsi segna l’entrata nel secondo quadro, dedicato agli stereotipi del consumismo più sfrenato, evidenziato da marchi famosi di pasta, vestiario, accessori che invadono il palcoscenico. Una delle performer, agghindata secondo l’iconografia sacra, diventa la madonna mercificata dei nostri tempi: al posto dei fiori o degli ex-voto, le sue braccia si riempiono di buste griffate, e così, inno al nulla che riempie le nostre vite attuali, viene portata in trionfo.

Deciso cambio di scena per il terzo e ultimo quadro, dedicato alla religione. In un ambiente reso evanescente e cupo da una cortina di fumo, tre ragazzi in tonaca iniziano una danza la cui circolarità viene enfatizzata dall’ampiezza che regalano le lunghe gonne nere. Tre ragazze in vestiti succinti, tacchi alti e maschere da clown grotteschi dissacrano la religiosità del momento, mostrando una femminilità così esposta, finta, stereotipata, da risultare quasi fastidiosa.

La sensazione finale, nel momento in cui le luci in platea si riaccendono e i danzatori ritornano ragazzi del nostro tempo, è quella di aver assistito a una rappresentazione acritica del nostro Paese, nei suoi fasti passati, che permangono come tradizione, e nella sua attuale deriva consumistica, per altro comune a tutto il mondo quanto meno occidentale.
Il quadro resta però un po’ piatto pur nell’accuratezza di tratti, non arriva alla vita, non scuote la coscienza; si può osservare con distacco, apprezzando la pulizia e la coerenza delle scelte estetiche, la convinzione con cui i danzatori le hanno assunte e la forza con cui le rimandano, pur non essendone toccati in profondità.

TO THIS PURPOSE ONLY
idea / regia / coreografia / allestimento scenico / costumi / colonna sonora: Nicola Mascia, Matan Zamir
creazione / performance: Mattia Agatiello, Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Maura di Vietri
disegno luci: Nicola Mascia, Matan Zamir, Giulia Pastore
produzione: Fattoria Vittadini (IT) / Matanicola (DE)
coproduzione: Next con il sostegno di Goethe-Institut Mailand e il patrocinio del Comune di Milano

durata: 1h 10’
applausi del pubblico: 1’

Visto a Civitanova Marche, Teatro Annibal Caro, il 20 dicembre 2013

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