La bellezza salvata dai ragazzini e raccontata da Vacis

La bellezza salvata dai ragazzini

La bellezza salvata dai ragazzini (photo: Valeria Nucera)

Gabriele Vacis li ha scelti nel corso di alcuni ‘rave’ in giro per il Piemonte. Ma stavolta l’immagine di rave è nettamente diversa a quella cui comunemente penseremmo. Si è trattato infatti di pomeriggi di gioco e sperimentazione su azioni semplici, cui hanno partecipato centinaia di giovani attraverso scuole di danza, teatro, musica ma anche oratori e associazioni.

“La bellezza salvata dai ragazzini” è lo spettacolo esito del progetto “Bellezza. Il bel Piemonte visto dai ragazzi”, realizzato grazie ad un finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e della Regione Piemonte con i comuni di Alessandria, Vercelli e Novara, e prodotto dallo Stabile di Torino.

La Fondazione dello Stabile ha dato vita ad un set cinematografico itinerante e ad una serie di laboratori, incontri, assemblee scolastiche e colloqui individuali nei luoghi abitualmente frequentati dai giovani, mettendo in atto un processo di osservazione e ricerca sul tema della bellezza.
Degli oltre 1.000 ragazzi contattati, più di 200 sono stati coinvolti direttamente nei laboratori teatrali e nei set cinematografici.


In scena, quindi, una cinquantina di ragazzi incontrati da Vacis e Antonia Spaliviero nel corso di questi rave teatrali in giro per il Piemonte, a formare una numerosa compagnia che, lavorando nei weekend e abitando gli spazi del Teatro Stabile di Torino, ha costruito insieme lo spettacolo.

E tutto questo si sente e si vede nelle azioni dei ragazzi; tutto è tensione, movimento, energia, desiderio, tipici di questa età. C’è un mondo dietro alla performance e il pubblico riesce ad assaporarne la reale, tangibile bellezza.

Lo spazio scenico è enorme, giganti gli oggetti e i simboli evocati dagli attori nelle innumerevoli scene corali. Sembra di assistere a qualcosa di simile ad una moderna scena di teatro greco, dove ogni elemento è amplificato ed ogni emozione è tirata fuori con delicata grandezza.
Sul fondo un maxischermo entra con forza nelle azioni del gruppo e regala qualche frammento dalle interviste a cui i protagonisti hanno partecipato nel corso degli incontri con Vacis.

La bellezza salvata dai ragazzini

Photo: Valeria Nucera

Ad un certo punto, inaspettatamente, un cameraman entra anche in mezzo ai giovani attori e lo spettatore può vedere proiettate sullo schermo le emozioni vere dei loro sorrisi filtrati dalle luci del teatro.  
Il coinvolgimento in chi guarda è totalizzante, si avverte una tensione che coinvolge tutti i sensi e non termina di stupire. La bellezza di una confusione ordinata pulsa in ogni singolo elemento, dalle infinite lattine che occupano la scena all’inizio fino al pianoforte portato a spasso per lo spazio scenico sul finale, raffinata citazione.

Non si assiste ad uno spettacolo nel senso più tradizionale del termine, ma all’esito di un percorso di cui lo spettatore riesce a tracciare i contorni.

L’amore per una persona cara, l’appartenenza al proprio quartiere, la cucina della nonna diventano potenti armi di riscoperta della semplicità dell’emozionare a teatro, laddove c’è schiettezza e verità.

La bellezza (quella salvata dai ragazzini e che tanto insegna anche il Teatro delle Albe) è allora vedere muoversi sulla scena non tanto dei giovani quanto delle vere emozioni: non c’è finzione ma estrema sincerità ed è incredibile che, abituati da troppo tempo a continui artifici, tutto ciò stupisca così tanto.

La bellezza salvata dai ragazzini
Cercatori di bellezza: Manuel José Acosta, Amira Abdel Alim, Carlo Barone, Vittoria Berta, Marco Federico Bombi, Selen Botto, Giuseppe Carbone, Emma Casagrande, Laura Cassone, Alice Corio, Elisa Dalla Pozza, Erica Devoto, Federica D’Alessandro, Ilenia D’Oria, Alberto Filosi, Sabrina Fraternali, Sharon Iannone, Jessica Ianniello, Nicoletta Leocata, Miriam Longhi, Nicola Dan Maries, Giuseppe Mannino, Marco Marasco, Misha Marchetto, Andrea Markovik, Cristiana Maschera, Marco Mastroeni, Mattia Murgia, Martina Panarello, Davide Panizza, Jacopo Pela, Silvia Pistilli, Antonello Pistritto, Alba Pivotto, Francesca Radaelli, Nadia Rossino, Simone Russo, Chiara Salvato, Monica Sarri, Marta Schiavonetti, Alessandro Serralunga, Ludovico Succio, Claudio Vercellone, Marta Zotti
Apprendisti stregoni: Gabriele Capilli, Chiara Casorati, Filippo Castelli, Giorgia Cipolla, Carlo Cusanno, Rui Albert Padul, Alba Maria Porto, Rocco Rizzo, Natalia Sangiorgio, Anna Vanosi, Matteo Volpengo
regia: Gabriele Vacis
ascolto e scritture: Antonia Spaliviero
scenofonia, luci, stile: Roberto Tarasco
video: Indyca
assistente scene e stile: Lucia Giorgio / suoni live Riccardo Di Gianni / formatori Simona Barbero, Fabio Bosco, Domenico Castaldo e gli attori del LabPerm / pedagogia dell’azione Barbara Bonriposi / apprendista regia Sarah Silke Tasca / apprendisti video Giuseppe Bisceglia, Valeria Nucera
produzione: Fondazione del Teatro Stabile di Torino Regione Piemonte / in collaborazione con le città di Alessandria, Vercelli, Novara e il progetto Futuri Creativi della città di Moncalieri in partenariato con le Città di Collegno, Rivoli e Grugliasco
durata: 1h 30′
applausi del pubblico: 2′ 46”

Visto a Torino, Fonderie Teatrali Limone, il 10 aprile 2013
Prima assoluta


 

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  • Alda Rancani ha detto:

    Gentile signor Sannia,
    sono un’insegnante che da anni cerca di avvicinare i propri allievi al teatro. Sabato sera sono riuscita, ancora una volta, a convincerne sei. Vacis per me è sempre una certezza, quindi siamo andati alle Fonderie Limone ed ero sicura che avremmo visto un buono spettacolo. Invece ci siamo trovati al cospetto di un vero e proprio miracolo, che lei ha descritto bene nella sua recensione: questo non è uno spettacolo, è arte, meraviglia, gioia, vita.
    Per una volta i miei ragazzi sono usciti entusiasti, esprimendo il desiderio di partecipare al prossimo lavoro di questo genere. Volevano essere su quel meraviglioso palco insieme ai loro coetanei. (Io in particolare vorrei ringraziare Vacis per la piccola, preziosa lezione sul ritmo).
    Stamattina ne hanno parlato con i loro compagni. L’unico rammarico è che lo spettacolo non si replichi ulteriormente.
    Quindi le farei una proposta: le tre povere stelle che ha assegnato dopo quello che ha scritto non le sembrano troppo misere?
    Noi proponiamo cinque stelle e, se possibile, anche la lode.
    Grazie.

  • Rollo ha detto:

    Sottoscrivo la proposta della prof!

  • redazione Klp ha detto:

    Gentile professoressa,
    Le stelle sono per Klp una sorta di ‘divertissement’ conclusivo, e vengono date dalla redazione in base a un metro valutativo che coinvolge tutti gli spettacoli di cui qui parliamo. Siamo contenti del suo entusiasmo e speriamo che riuscirà a coinvolgere i suoi studenti in nuove iniziative teatrali, che potrebbero senz’altro suscitare ulteriori entusiasmi (allontanandosi magari dagli allestimenti classici e didattici di Shakespeare o Pirandello, spesso troppo in voga fra i docenti, ma soporiferi per gli studenti).
    Il suo giudizio rimane e ci fa molto piacere lo abbia espresso qui; quello del redattore (che, per dovere di cronaca, aveva proposto 4 stelle) viene ‘ricalibrato’ in base al ‘termometro’ del severissimo Krapp, che stavolta ha tolto mezzo voto. Alla prossima e buon teatro!

  • jo ha detto:

    Questo è l primo vero spettacolo CINQUE STELLE che ho visto! Prtecipato: alla fine, ieri, tutti a giocare con il super cuscino di gomma: pura bellezza! E’ il teatro della nuova era! Cinque stelle forever!

  • Alda ha detto:

    Caro Sannia, la ringrazio per la risposta. Naturalmente anche per noi le stellette erano un divertissement, voleva essere l’espressione del nostro entusiasmo. Con l’occasione vorrei anche replicare che a volte Shakespeare e Pirandello possono essere tutt’altro che soporiferi. Sono certa che sarà d’accordo con me: è tutta questione de di preparazione, si tratta di lavorare con i ragazzi sui testi classici per contestualizzarli. Certo che uno spettacolo come questo di Vacis raggiunge più direttamente il cuore dei ragazzi, e anche di noi meno giovani, che lo viviamo come una sferzata di contemporaneità. Grazie

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