Isabella Ragonese, una piacevole scoperta teatrale

Isabella Ragonese

Isabella Ragonese (photo: Roberto Salgo)

La XVIII edizione della rassegna romana Le vie dei festival si è aperta con il monologo “Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più)” di Will Eno, interpretato e diretto da Isabella Ragonese. Lo spettacolo segna una continuità di rapporti tra il festival e lo scrittore americano: un suo primo testo fu presentato l’anno scorso, si trattava di “Thom Pain (basato sul niente)” con Elio Germano, che lo portò poi in tournée.

E lo stesso Germano appare in video all’inizio dello spettacolo, in una sorta di passaggio di consegne tra due fra i più intensi e coraggiosi talenti del nostro cinema, che non disdegnano però le platee.
I video sono due e contemporanei: in uno Germano, nell’altro la stessa Ragonese. I due rispondono alternandosi a una specie di interrogatorio.
È solo il prologo di ciò che avverrà: le luci si accendono e appare Isabella Ragonese di rosso vestita.

L’inizio di “Lady Grey” sembra quasi un talk show, in cui la scrittura minimalista e sussurrata di Eno contrasta con l’interpretazione appassionata dell’attrice, che continuamente cerca un rapporto col pubblico, lo guarda negli occhi, lo invita a partecipare. Ragonese domina la scena con i movimenti minuti e i suoi gesti. Tutto gira intorno a lei.
Ed in questo si conferma un’attrice non solo intensa e preparata ma anche attenta a nuovi linguaggi e ad assaporare le opportunità del testo.

E’ sempre lei a firmare la regia dello spettacolo (in collaborazione con Silvio Peroni), e le sue scelte confermano la fame di teatro di chi non si ferma a pavoneggiarsi sulla scena, ma il teatro lo vive anche da curiosa spettatrice. Ogni singolo movimento infatti, dal sedersi e accavallare le gambe al mettersi gli occhiali da vista, è evocativo e ogni frase al suo posto.

Tutto questo per una scrittura leggera e pungente, che genera un monologo al femminile che affronta temi di genere con la sensibilità delle donne, senza mai svelare ma senza mai ingannare.
Si parla di una bimba e dei suoi giochi, di un’adulta e dei suoi problemi. Che siano o no la stessa persona poco importa, quello che conta è l’identità femminile, definita ed enfatizzata da una prova d’attrice che fa vivere un sottotesto denso di emozioni.

Anche se alla fine non c’è traccia di una trama, il significato è forte: il voler ridestare sensazioni mai domate, tra ricordi d’infanzia e accecante realtà.
Fra ottimismo e rassegnazione assistiamo in scena, per una volta, alla storia di una donna che si mette a nudo e alla prova di un’attrice che ha deciso di compiere il salto verso il “suo” teatro con un monologo ben auto-diretto e perfettamente interpretato.
E “con le luci che si abbassano sempre più”, Lady Grey racconterà la sua audacia di bambina.

Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più)
di Will Eno
traduzione: Elena Battista
con: Isabella Ragonese
regia: Isabella Ragonese
in collaborazione con: Silvio Peroni
durata: 52’
applausi del pubblico: 4’ 32’’

Visto a Roma, Teatro India, il 10 ottobre 2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *