Marullo, Ranieri… e gli altri: la danza in dialogo della Nid Platform

Re_Play di Giselda Ranieri (photo: nidplatform.it)
Re_Play di Giselda Ranieri (photo: nidplatform.it)

Un paesaggio futuristico sembra attenderci per la seconda giornata degli Open Studios della NID Platform (il racconto della prima giornata lo trovate in “Dove va la danza?“).
Un telo bianco copre la scena, sotto il quale figure in trasformazione elaborano composizioni geometriche astratte, che lasciano intravedere alcune forme di colore, venature, rimandando a un’estetica dinamica, simultanea, astratta.
Sono le “Venas Velas” di Pietro Marullo, autore dal background interdisciplinare (ha una formazione in scultura), a metà tra la visual e la performing art. Oltre a lavorare sulla materia da un punto di vista antropologico, Marullo basa la sua ricerca anche sull’interazione con le comunità in cui andrà ad esibirsi, con una riflessione particolare sui confini tra realtà e linguaggi simbolici.
Le due figure in scena interagiscono effettivamente con un linguaggio per il pubblico comprensibile, che lascia una sensazione di magia, a metà tra un rituale sciamanico e atmosfere lunari. Un concetto alla base forse troppo articolato da poter emergere nei quindici minuti di presentazione, ma sicuramente da approfondire.

La mattinata degli Open Studios prosegue con Giselda Ranieri e il suo “Re_Play”, un lavoro che si articola fondamentalmente su tre direttive che finiscono per dialogare tra loro: corpo/memoria, reale/virtuale, vero/falso, il tutto intriso di elementi autobiografici. La performance è pervasa di ironia, caratteristica che appartiene naturalmente a Giselda, ma non mancano gli elementi di “disturbo”, che scavano ancora più in profondità nella parte più inconscia della memoria.
“Questa memoria è con noi in ogni momento?”. E’ solo prendendo una distanza da noi stessi che potremo rispondere; ma cosa è la distanza, e quante definizioni diverse possiamo darne?
La performance assume anche una forte connotazione digitale grazie alla presenza di video, webcam, collage fotografici con cui la Ranieri interagisce, restituendo al pubblico più forme di sé che si sovrappongono, si ricostruiscono in un rewind di momenti emotivi-temporali (da cui il titolo).
E’ solo grazie al distacco che puoi ricostruire a ritroso fatti ed eventi, osservandoli come in un acquario, o in un televisore. E’ così che i molti dispositivi da cui quotidianamente ormai dipendiamo possono diventare ponti, anziché forme di isolamento, e strumenti per connetterci, anziché disconnetterci. Un lavoro promettente di cui attendiamo la versione integrale.

“La pelle delle immagini” è il sottotitolo del lavoro di Sara Lupoli, “Rosarosaerosae”, una riflessione sul concetto di femminilità attraverso un viaggio fatto di suoni, tessuti, movimenti e sovrapposizione di immagini, dal video al reale. In scena un tableau di tessuti bianchi fa da cornice all’interprete, seduta di fronte, su cui verrà sovrapposta la proiezione della sua stessa immagine. Il reale combacia con il virtuale, e si moltiplica in infinite proiezioni. Quale delle immagini è quella vera?
Appoggiandosi a metafore cinematografiche (da “Persona” a “La donna che visse due volte”) le voci di personaggi femminili della storia del cinema evocano l’instabilità identitaria e i preconcetti a cui il femminile è costretto a sottoporsi -“Tu vuoi essere, non sembrare di essere….” – ma ci conducono anche in territori immaginari che richiamano i deserti dell’anima, come “Le lac d’indifference” o il deserto di Wim Wenders in “Paris-Texas”. Interessante l’interazione tra cinema, moda e performance, per un’indagine che vale la pena approfondire.

Rosarosaerosae

Rosarosaerosae

In “Some other place” Sara Sguotti transita da paesaggi sonori a paesaggi del corpo, nel tentativo di consegnare al pubblico un’esperienza dell’altrove. Grazie all’estrema elasticità del corpo, la danzatrice riesce ad instaurare un processo creativo in cui il corpo assume forme distorte e non convenzionali, come in un sogno lucido in cui ci si lascia trasportare a livello inconscio, istintivamente. I tempi dilatati della performance non ne consentono una fruizione ottimale in questa sede, che sicuramente sarà di più ampio respiro nella versione integrale.

“Un discreto protagonista” di Simona Bucci è l’ultimo studio della giornata, una riflessione che parte dalle origini dell’universo per indagare sulla fragilità dei meccanismi che regolano l’esistenza stessa del mondo, meccanismi che si ripetono, si ricompongono in simmetrie apparentemente sempre diverse, ma in realtà dettate da regole universali al di sopra di tutto. Alla base una ricerca sul vuoto, sia da un punto di vista scientifico che umano.
Dal video alla scena i due bravissimi interpreti interagiscono in un potente gioco di tensioni, collisioni e sovrapposizioni, passando da atmosfere anni Cinquanta ai giorni nostri, attraverso un taglio netto di suoni, come una scossa elettrica che fa scattare un salto temporale. Ma i meccanismi non cambiano e la relazione tempo/spazio, vuoto/pieno continua a dominare, come le eterne leggi che regolano il cosmo.

Un discreto protagonista

Un discreto protagonista

La Nid Platform si conclude, ma il dialogo resta aperto, e proseguirà con gli appuntamenti via Zoom, gli scambi di residenze o con inizi di nuove collaborazioni. Interessante è anche il peso del territorio sulle possibili evoluzioni delle collaborazioni artistiche (gran parte delle compagnie presentate sono campane), ma l’obiettivo di sviluppare nuove sinergie tra operatori e artisti del settore della danza, e promuovere la diffusione della produzione italiana in un ambito internazionale raggiungerà sicuramente alcuni importanti traguardi.

VENAS VELAS
progetto parte del decalogo « Decameron Neotenico »Idea, regia e coreografia Pietro Marullo
Suono Jean Noel Boissé
Luci Ryoya Fudetani
Scenografia Pietro Marullo and Diana Ciufo
Drammaturgia Enrico Pitozzi, Pietro Marullo & Marianna Cifarelli
Interpreti Julia Eva Bondone, Paola Madrid, Marianna Cifarelli
Ines Carijo, Anne-Cécile Chanetune,Produzione INSIEME IRREALI asbl
Produzione delegata Halles de Schaerbeek (Brussel)
Coproduzione TanzHaus Zurich
Supporto Marche Teatro, 30CC Leuven, Centre Culturel d’Ottignis Louvain-La-Neuve, F.I.N.D Festival, CLAPS Lombardia e CANGO / Virigilio Sieni, Moving Borders Mexico

RE_PLAY
idea, coreografia, interpretazione GISELDA RANIERI
collaborazione artistica ALESSANDRA SINI
disegno luci e tecnica LUCA TELLESCHI
elaborazioni video ILARIA SCARPA
produzione ALDES
con il sostegno di
MIBAC – MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dir. Gen. per lo spettacolo dal
vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo; Lavanderia a Vapore; Teatro Comunale di Vicenza; Coop. Teatrale Prometeo Centro Residenze Passo Nord
in collaborazione con
AMAT, nell’ambito di Residenze Marche Spettacolo, promosso da Mibact, Regione Marche
progetto realizzato con il contributo di
ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

ROSAROSAEROSA
Concept, coreografia e perfomer: Sara Lupoli
Video Scenografie: Alessandro Papa con la collaborazione di Livia Ficara
Costumi: Dario Biancullo con la partecipazione di Daria Bonavita (progetto in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e Zaira De Vincentiis)
Sound Design: Giorgio Bosso con la collaborazione di Matteo Vinti
Disegno Luci: Marco Ghidelli
Editing: Pietro Di Francesco
Produzione: ArtGarage
Co-produzione: Theatre des Calanques e Körper
Con il sostegno di:
PianoBe, Accademia delle Belle Arti di Napoli, FABBRICA EUROPA, Casa del Contemporaneo, N+N Corsino, EEL a Casa Morra, FUNA.

SOME OTHER PLACE
concept e coreografia Sara Sguotti
musiche live Spartaco Cortesi
disegno luci Mattia Bagnoli
consulenza e assistenza drammaturgica e coreografica Elena Giannotti
ph Enzo Rapezzi photographer
produzione Company Blu
coproduzione Interplay Festival
con il supporto di Armunia/Festival InEquilibrio, Atelier delle Arti, Cango
produzione Company Blu
coproduzione Interplay Festival
con il supporto di Armunia/Festival InEquilibrio, Atelier delle Arti, Cango

UN DISCRETO PROTAGONISTA
di Alessandra Paoletti & Damiano Ottavio Bigi
con Damiano Ottavio Bigi & Lukasz Przytarski
sound engineer David Blouin
light designer
co-prodotto da
Compagnia Simona Bucci/Degli Istanti
il FUNARO/Pistoia
sostenuto da
2WORKS/DIMITRIS PAPAIOANNOU
Fabbrica Europa / PARC Performing Arts Research Centre – Firenze
LAUF GEHT’S / Ministerium für Kultur und Wissenschaft des Landes Nordrhein Westfalen
Teatro-Biblioteca Quarticciolo – Roma

Visti a Salerno, Nid Platform, il 18 settembre 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *