NID Platform, atto primo: la Cantata di Mauro Bigonzetti

Bigonzetti - Cantata

La Cantata di Bigonzetti

Una mappatura della migliore danza d’autore italiana, selezionata e presentata davanti a pubblico e addetti ai lavori. E’ questa l’idea che anima il progetto NID Platform, piattaforma/vetrina della coreografia contemporanea italiana nata dall’iniziativa di sedici operatori attivi nella distribuzione della danza su tutto il territorio nazionale,  sostenuta anche dal Mibac – Direzione Generale per lo spettacolo, e avente come capofila il Teatro Pubblico Pugliese.

NID Platform, che ha preso il via ieri per terminare domenica 25 novembre, ospita i propri spettacoli fra le città di Brindisi (Teatro Impero e Nuovo Teatro Verdi) e Lecce (Cantieri teatrali Koreja e Teatro Paisiello), e prevede – grazie al convegno “Stati generali della danza” – momenti di confronto e approfondimento sull’attuale situazione creativo/produttiva della danza di casa nostra.

Tra i nomi di maggior richiamo della prima giornata di NID Platform c’era senz’altro quello di Mauro Bigonzetti, che con “Cantata” – lavoro creato dal coreografo romano nel 2001 per il Ballet Gulbenkian e riallestito per il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli – ha schizzato un ritratto del Sud Italia in cui pizziche salentine, ninne nanne e serenate partenopee diventano il terreno sonoro ed emotivo che sostiene le danze vigorose e appassionate degli interpreti, il tutto in base al cliché, rielaborato piuttosto felicemente, secondo cui il Meridione sarebbe la terra delle passioni.

Tra sottanine bordate di pizzo e buffe bretelle, i danzatori richiamano un neorealismo forse un po’ oleografico, ma che si riscalda nel momento in cui uomini e donne si trovano a relazionarsi vicendevolmente attraverso la danza, dando vita a dinamiche e situazioni non sempre scontate: è così allora che le donne appaiono spesso tanto “calde” da risultare aggressive (con le loro mani atteggiate come se fossero artigli e con quella specie di baldanza che impedisce loro di sottostare remissivamente agli uomini), mentre “il maschio” meridionale smette molto spesso di essere tale, lasciando spazio ad una sorta di femminea tenerezza.

Nel suo complesso, questa danza richiede una potenza fisica considerevole, un’energia inesausta e, entro certi termini, più spontanea e diretta rispetto alle virtuosistiche contorsioni del corpo danzante che caratterizzano fortemente, e spesso fino all’eccesso, lo stile di Bigonzetti. Si percepisce una sorta di salubre vigore nelle corse, nel dimenarsi del capo, nelle contrazioni delle membra e nei ‘lift’ eseguiti dagli interpreti, che sono sempre tutti in scena, clan colorato e vitale al quale spetta il compito non facile di entrare in contatto con una qualità di movimento quanto mai lontana dal codice classico-accademico, ma in cui la perdita di controllo è soltanto apparente. E’ per questo, forse, che a tratti l’eccesso di energia rischia di incrinare la compattezza scenica, cosa che, comunque, non si verifica del tutto.

CANTATA

coreografia: Mauro Bigonzetti
musiche originali e tradizionali arrangiate dal Gruppo Musicale Assurd
primi ballerini solisti e interpreti del corpo di ballo del Teatro San Carlo
durata: 60’
applausi del pubblico: 3’

Visto a Brindisi, Nuovo Teatro Verdi, il 22 novembre 2012


 

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