Pièce Noire. L’inaugurazione di Enzo Moscato al NTFI

Pièce Noire
Pièce Noire

La ‘Pièce Noire’ di Moscato (photo: Fiorenzo De Marinis)

A dare il via al Napoli Teatro Festival Italia è Enzo Moscato, che mette in scena, per la prima volta con la sua regia e una piccola partecipazione sul palcoscenico, “Pièce Noire”, spettacolo che vinse nel 1985 il Premio Riccione per il teatro.
Quella che storicamente è stata definita la ‘nuova drammaturgia napoletana’ raccoglie qui tutti i suoi elementi più interessanti e specifici, per riempirne la scena attraverso un sapiente lavoro scrittorio e registico: la notte, il sogno, l’impalpabilità, i sentimenti torbidi, le follie, il giallo, la figura angosciante della donna, i bassifondi napoletani, l’omosessualità e l’utilizzo innovativo della lingua.

La “Signora”, ex prostituta del porto, si arricchisce grazie alle generose offerte dei clienti, definiti uomini-banconote ma soprattutto uomini-centesimo, degradandoli ed evirandone materialmente e psicologicamente il sesso maschile. La scelta di evirare anche il figlio, che muore dissanguato nascosto in cantina, non la ferma nella realizzazione di un  progetto macabro: accogliere diversi bambini, crescerli, ed evirarli nella speranza di trasformali in creature che non siano né uomo né donna, culturalmente, intellettualmente e artisticamente perfetti, e uccidendoli in caso di fallimento.

Nasce Desiderio, personaggio simbolico interpretato da una bellissima attrice ma nella realtà del racconto incarnato in un ermafrodito. Un nome per un desiderio: la Signora riscatta se stessa e rinasce nella sua copia. La creatura però si ribella sostituendosi alla sua creatrice, e diventandone un alter ego diabolico e terribilmente infelice.
Su una scena completamente ferma, in un ambiente oscuro e serrato che rappresenta il labirinto barocco dei Quartieri Spagnoli, in uno spettacolo che scivola fino alla fine senza nessuna interruzione ma con molteplici incastri, ancora una volta l’omosessuale diventa martire. Ecco allora che Desiderio rifiuta la sua nuova natura corporea femminile: non avrà mai la possibilità di essere madre né di essere se stesso.
Con un urlo disperato, Desiderio emoziona il pubblico e, sulla voce della compianta cantante siciliana Giuny Russo, si comprende come l’omosessuale possa sopravvivere solo nella sua ambiguità.

In un gioco linguistico interessante, che mescola napoletano dei bassifondi, napoletano italianizzato, francese e inglese, si muove un nugolo di personaggi: dai tipi ‘vivianeschi’ alle prostitute de “Il rione” ruccelliano. Emerge la protagonista, Laura, nei panni della Signora, vibrante di tensione corporea e vocale, con una recitazione a metà fra tragedia napoletana e alta recitazione d’accademia di altri tempi. L’italiano rimane ancora una volta la lingua che “rende civili”, come afferma questa moderna Crudelia Demon.
Vari i riferimenti a De Simone e alla sua “Gatta Cenerentola”: dalla vestizione di Desiderio come Cenerentola, alla presenza delle donne del quartiere interpretate da uomini che, parlando da un palchetto all’altro, ricordano le sorellastre del lavoro desimoniano. Anche i riferimenti a De Filippo sono evidenti: la “buatta”, elemento di “Uomo e Galantuomo”, qui diventa contenitore delle mance dovute alle prestazioni: e la protagonista definirà questo oggetto “l’essenza di se stessa e del suo passato”. Inevitabili anche i riferimenti a “Ferdinando” di Annibale Ruccello, con il suo angelo sterminatore e l’interesse verso la lingua come caratterizzazione di una filosofia di vita e di un  passato.

Il giallo noire di Moscato viene definito da Desiderio: “oscura vicenda di maschere”. Ingegnoso metateatro di fattura napoletana.
Nonostante la iniziale difficoltà di comprensione linguistica e dialettale, lo spettacolo affascina il pubblico, trascinandolo con sé sino alla fine drammatica della pièce, fino all’agognata conoscenza ultima dell’intreccio. Una conclusione che tuttavia, nonostante le musiche e i colpi di scena, viene desiderata ardentemente e più volte stancamente reiterata.

PIECE NOIRE
di Enzo Moscato
regia: Enzo Moscato
con: Lucia Poli, Giuseppe Affinito jr, Valentina Capone, Salvatore Chiantone, Agostino Chiummariello, Gino Curcione, Carlo Di Maio, Cristina Donadio, Lalla Esposito, Gea Martire, Enzo Moscato, Salvio Moscato, Tonino Taiuti
e con la partecipazione straordinaria di Maria Luisa Santella
scena: Paolo Petti
costumi: Tata Barbalato
luci: Cesare Accetta
selezione musicale: GianKamos
brani originali: Carlo Faiello
ali di Enzo Moscato realizzate da: Tramontano
assistente alla regia: Carlo Guitto
assistente ai costumi: Luciano Briante
foto: Fiorenzo De Marinis
direttore di scena: Gino Grossi
segreteria organizzativa: Daniela Bolognetti
organizzazione: Claudio Affinito
produzione: Napoli Teatro Festival Italia, Mercadante Teatro Stabile di Napoli
in coproduzione con Compagnia Teatrale Enzo Moscato
in collaborazione con Benevento Città Spettacolo
durata: 2 h
applausi del pubblico: 2′

Visto a Napoli, Teatro Mercadante, il 4 giugno 2009
Napoli Teatro Festival Italia – prima assoluta

No Comments

  • Gennarino ha detto:

    Ho visto un altra cosa nello stesso spettacolo, allora!
    Qualcosa che aveva troppo il sapore dei ricordi e poco del presente vivente. L’accoglienza del pubblico è parsa tiepida, almeno nella replica cui ho assistito. Molte le meta-citazioni, ma la regia di questo lavoro forse poteva/doveva ardire molto di più.

  • emanuela ferrauto ha detto:

    anche alla prima dello spettaco per il Napoli Teatro festival l’accoglienza del pubblico è stata tiepida.Applausi stanchi anche se prolungati all’uscita in scena di Enzo Moscato..Sono d’accordo con Lei in questo suo interessante commento.

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