Dances for an actress. Jérôme Bel, Jolente De Keersmaeker e quella voglia di salire sul palco

Dances for an actress (ph: Impulstanz)
Dances for an actress (ph: Impulstanz)

Al festival di danza contemporanea ImPulsTanz di Vienna la cofondatrice del collettivo Tg Stan nelle mani del coreografo francese

Dopo aver portato in scena performer con disabilità, persone normalissime e lo staff di un teatro, Jérôme Bel porta all’ImPulsTanz Festival di Vienna una coreografia per una attrice.
Sorella di una celebre coreografa (Anne Teresa De Keersmaeker) Jolente De Keersmaeker è la co-fondatrice del collettivo Tg STAN, dove uno dei principi cardini è l’abbandono dell’illusione teatrale. Jolente è un’attrice comica, e l’ironia è senza dubbio una chiave di lettura di questo pezzo dal titolo molto semplice, “Dances for an actress”.

Per lavorare secondo fermi principi ecologici, Bel sceglie di non far pubblicare alcun programma di sala per la sua performance. Per questo motivo sarà la stessa attrice a raccontare e mimare il programma di sala. In una tenuta semplice da esercizio (t-shirt e pantaloncini corti), Jolente De Keersmaeker ci accoglie senza musica con alcuni esercizi alla base della danza classica: pliés, battement tendus, pas de bourré e pirouettes mal riuscite.
L’attrice precisa anche che, sempre nell’ottica del risparmio energetico, in questa performance verrà utilizzata la stessa energia impiegata per l’utilizzo di un’ora di aspirapolvere. Luci a neon o un semplicissimo occhio di bue regneranno per tutta la durata della performance.

Grazie ad alcuni insegnamenti e consigli di Jérôme l’attrice offrirà una sua interpretazione di alcuni dei passaggi più iconici della storia della danza, iniziando dal repertorio di Isadora Duncan, con il “Prelude” di Chopin.
Se è inevitabile sorridere osservando i tentativi un po’ goffi di eseguire passi di danza senza una specifica preparazione tecnica, ci si rende presto conto di quanto in realtà l’attrice sia pienamente dentro ogni pezzo. Come lei stessa specifica, non avendo alcuna base tecnica è l’immaginazione il suo unico strumento, per cui Jolente non riproduce in realtà una imitazione grossolana di pezzi di danza che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo, ma ne offre una propria interpretazione, completamente scevra da ogni influenza o condizionamento.


È così che la sua improvvisazione di un brano di “Caffè Muller” di Pina Bausch, che esegue nella penombra e totalmente nuda, è in realtà estremamente toccante perché in quella interpretazione, in cui mette tutta sé stessa, riduce la danza alla sua essenza, e liberandosi dell’aspetto spettacolare della coreografia non resta che il suo immaginario e la potenza della sua eccellente interpretazione.

Dal ’78 si passa al 2012 con “Diamonds” di Rihanna, e si torna inevitabilmente a sorridere, ma è ancora coinvolgente la danza improvvisata dall’attrice, così come è sorprendente il racconto di “Saturday night Fever” e di un lavoro di Simone Forti (“Huddle performance on the High Line”), che Jolente ci racconta includendo alcune movenze, semplicemente osservando i video da un computer, come se vedesse quelle scene per la prima volta e le dovesse raccontare a qualcuno che non sa di cosa stia parlando.

Di una espressività sconcertante la sua interpretazione di Kazuo Ohno, che se da un lato fa sorridere, dall’altro è estremamente commovente, considerando anche che, prima di iniziare, la dedica oltre che al famoso coreografo anche a suo padre.
L’epilogo della performance è una danza improvvisata dall’attrice in comunione con una musica creola dal compositore sconosciuto di epoca cinquecentesca, un brano chiamato “Altre Follie”.

L’improvvisazione è alla base della libertà espressiva, ed è forse l’essenza stessa della danza; mettendo anima e corpo nelle sue interpretazioni l’attrice conquista pienamente il pubblico che – in piedi – la omaggia con un lungo applauso.
Un’altra performance, dunque, pienamente riuscita per il concettualista della danza contemporanea, come viene spesso definito. Grazie sicuramene alla bravura di Jolente De Keersmaeker, Bel riesce a sottolineare gli stereotipi a cui siamo soggetti pensando alla danza, e l’importanza dell’interpretazione al di là dei virtuosismi e della preparazione tecnica. Una delle qualità del coreografo francese è quella di non creare coreografie complesse, volte ad alimentare o soddisfare l’ego personale, ma di esporre piuttosto le identità umane degli interpreti, mettendo in questione il significato di rappresentazione, danza o interpretazione, privilegiando un aspetto più politico che spettacolare del fare teatro.
Con i suoi ultimi lavori Bel cerca di creare una forma di teatro più ugualitario, che rompa le forme di gerarchia tra i performer e il pubblico, e ci riesce. Non importa quale sia lo stile approcciato in ogni spettacolo, alla fine Jérôme Bel ti fa venire voglia di salire sul palco!

Dances for an actress (Jolente De Keersmaeker)
Concept: Jérôme Bel
Con: Jolente De Keersmaeker
Produzione: tg STAN and a R.B. Jérôme Bel
Coproduzione: tg STAN and CAMPO

Durata: 60′

Visto a Vienna, Akademietheater, il 10 luglio 2022
Prima austriaca

0 replies on “Dances for an actress. Jérôme Bel, Jolente De Keersmaeker e quella voglia di salire sul palco”
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *