Da Genet a Pasolini, il teatro di Danio Manfredini fra passato e presente

Danio Manfredini (ph: Davide Sannia)
Danio Manfredini (ph: Davide Sannia)

In occasione dei vent’anni di “Cinema cielo”, la videointervista all’artista lombardo

Il Teatro Menotti di Milano ha aperto le sue porte a uno degli artisti più intensi e profondi della scena teatrale contemporanea, Danio Manfredini, ospitandolo con due dei suoi lavori più emblematici: “Divine” e “Cinema Cielo”. Due spettacoli che attraversano il tempo e la memoria, restituendo al pubblico un universo poetico abitato da solitudini, metamorfosi e identità in bilico.

Liberamente ispirato a “Nostra Signora dei fiori” di Jean Genet, “Divine” racconta il percorso di Louis Culafroy, un giovane che lascia la casa natale per reinventarsi come Divine, immerso in una Parigi notturna e clandestina, tra passioni proibite e desideri ribelli. Un viaggio esistenziale che si nutre di trasformazione, fragilità e bellezza, portato in scena da Manfredini con il suo inconfondibile linguaggio scenico, dove teatro, immagine e gesto si intrecciano in un racconto di rara intensità.

A distanza di vent’anni dal suo debutto, “Cinema Cielo” torna in scena per celebrare il suo anniversario, riportando alla luce un frammento di città e umanità ormai scomparso. Ispirato a un cinema a luci rosse realmente esistito a Milano, lo spettacolo diventa una riflessione struggente su esistenze marginali, anime erranti in cerca di un attimo di calore, compagnia o illusione. Attraverso un raffinato intreccio tra voce, immagini e sonorità, Manfredini costruisce una narrazione teatrale che oscilla tra realtà e allucinazione, dando vita a un mondo sospeso tra desiderio e disincanto.

In occasione di questo doppio appuntamento, abbiamo incontrato Danio Manfredini per una conversazione sul suo percorso artistico, sulle ispirazioni che alimentano il suo teatro e sul legame profondo con le figure che abitano le sue opere. Un dialogo che ci accompagna nel cuore del suo processo creativo, tra pittura, drammaturgia e ricerca dell’anima umana attraverso la scena.

 

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