A Campo Teatrale l’incomunicabilità fra padre e figlio nasce su materiali di laboratorio
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.
(Antonio Gramsci)
“Fragileresistente”, della compagnia Il turno di notte, è chiaramente un lavoro di militanza. È l’espressione di una realtà che opera sul territorio e per il territorio, ricercando nell’azione teatrale il senso politico dello stare al mondo, in cui la politica non è altro che attivismo. Lo spettacolo parla di una generazione, o forse due, che si ritrova addomesticata – o meglio, anestetizzata – in attesa che qualcosa accada.
La performance si apre su una scenografia essenziale: un divano avvolto in un telo di plastica da trasloco, su cui una ragazza (Silvia Pallotti) sembra quasi sprofondare; una loop station in un angolo e lo spazio vuoto. La narrazione prosegue a macchie, tra accenni di storia e diversi affondi sul senso dello stare al mondo, sull’efficacia dell’azione e sul sentimento di impotenza che attraversa le ultime generazioni. La storia, usata come pretesto, è quella di un padre e di un figlio: il loro rapporto, la depressione del giovane rinchiuso in casa e il tentativo disperato di un genitore di farlo rialzare, spingendolo verso una società in cui forse nemmeno lui crede più.
Tommaso Russi e Silvia Pallotti in scena sono solidi, brillanti e invitanti nel dialogo con il pubblico. L’uso della loop station de-frammenta ulteriormente la scena: non crea un’alterità poetica, ma diventa quasi un manifesto politico, con digressioni esplicite sul senso sociale e sulla responsabilità civile.
“Fragileresistente” si pone come un lavoro diretto, che dialoga con il presente e con la stanchezza indotta dalla società corrente, dai cortocircuiti interpersonali e dalle fragilità emotive di adolescenti intrappolati in mondi distanti dalla concretezza. È un lavoro esile e fragile, ma profondamente resistente. L’impegno non termina con gli applausi: è un progetto che viene portato avanti nelle scuole e nelle strade, attraverso laboratori aperti alla cittadinanza, estendendo la funzionalità del teatro oltre l’atto esibito, e restituendogli così la sua funzione sociale originaria.
Fragileresistente
uno spettacolo di il turno di notte
di e con Silvia Pallotti e Tommaso Russi
consulenza al suono Jacopo Malusardi
scene Fabio Pallotti e Silvia Pallotti
produzione Pallaksch con il sostegno di Teatro Linguaggicreativi, Residenza Carte Vive e Compagnia Licia Lanera
durata: 1h 05′
applausi del pubblico: 1’ 30”
Visto a Milano, Campo Teatrale, il 13 marzo 2026
