“I corpi degli altri”: Virgilio Sieni nel gesto del dolore

Ph: Stefano Casati
Ph: Stefano Casati

In prima nazionale al PAC per il festival MilanOltre, le undici coreografie trasformano immagini di guerra e pittura in uno strumento etico e politico

È con grande curiosità che, per il Festival MilanOltre, abbiamo rincontrato l’arte di Virgilio Sieni, coreografo e artista a tutto tondo che apprezziamo e amiamo da molto tempo.
A Milano ha presentato in prima nazionale “I corpi degli altri”, performance site specific ispirata allo storico “Sonate Bach – di fronte al dolore degli altri”.

Nelle sale del PAC, il Padiglione d’Arte Contemporanea, attraverso una serie di coreografie diffuse, i corpi di Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo e Valentina Squarzoni si uniscono, abbracciandosi, lasciandosi cadere a terra, come esistenze inanimate; corpi che il suolo accoglie pietosamente, accompagnati da tre Sonate per viola e pianoforte di Bach, che conferiscono al tutto, come accade per Pasolini, un’aura sacrale.
Così, vent’anni dopo il suo esordio, la performance torna a nuova vita e riesce ancora ad invadere di commozione partecipata ogni anfratto possibile del museo milanese.

Seguendo Susan Sontag, le undici coreografie intrecciano immagini d’archivio di reporter di guerra con antiche suggestioni pittoriche, dal Trecento al Cinquecento. In “Davanti al dolore degli altri”, saggio sulla rappresentazione fotografica e mediatica della guerra e della sofferenza umana, Sontag si domandava infatti cosa accade quando guardiamo immagini di dolore altrui: ci rendono più compassionevoli, più consapevoli, oppure ci abituano alla violenza? Del resto una stessa immagine potrebbe produrre reazioni opposte, spingendo contro la guerra oppure rafforzando l’odio verso il nemico. La risposta è allora nello sguardo di ognuno. E ciò che Sieni propone è la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica.

I corpi degli altri
I corpi degli altri

Appena sussurrati dallo stesso Sieni udiamo i nomi di Sarajevo, Kigali, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Bentalha, Kabul… nomi che possiedono la commovente capacità di riportarci a stragi e morti di cui, in alcuni casi, avevamo persino dimenticato l’esistenza, e il cui riverbero arriva quindi ancora più forte, pensando anche ai conflitti che, nonostante tutto, insanguinano tuttora molte parti del nostro mondo.

Come un vero e proprio rito di profonda sacralità, la danza di Sieni sa indurci a una profonda riflessione – condivisa con gli altri spettatori accanto a noi – sul dolore, la memoria e l’orrore infinito della guerra che, ancora e sempre, spesso nei medesimi luoghi, insanguina “I corpi degli altri”.

I CORPI DEGLI ALTRI
coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni
interpreti Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni
musica Johann Sebastian Bach – Tre sonate per viola e pianoforte (bwv 1027, 1028, 1029)
costumi Marysol Maria Gabriellu
produzione Centro di Produzione della Danza CANGO / Firenze
con il sostegno del Ministero della Cultura, Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze

Visto a Milano, PAC, il 4 ottobre 2026
Prima nazionale

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