Da poco alla guida della compagnia, il regista firma un Dostoevskij che intreccia tradizione e contemporaneo
“Delitto e castigo”, uno dei grandi romanzi dell’Ottocento, è una discesa negli strati più oscuri della coscienza umana. Dostoevskij non racconta un delitto, ma ciò che nasce dentro il colpevole: il delirio morale, la vertigine del senso di colpa, la ricerca impossibile di una giustificazione filosofica al male. È un’opera-mondo, dove la miseria materiale diventa miseria dell’anima, e la città di Pietroburgo si trasforma in un labirinto mentale.
Su questa visione si basa la storica versione di Glauco Mauri, uno dei tentativi più lucidi e rigorosi del teatro italiano e fra i maggiori successi della Compagnia Mauri Sturno.
Oggi, a vent’anni dal debutto, lo spettacolo torna alla luce nella rilettura di Andrea Baracco, da poco alla guida della compagnia. E non è un caso che la sua prima regia dopo il passaggio di consegne sia proprio il rifacimento dello storico allestimento: un segnale di continuità e, al contempo, la dichiarazione di un progetto artistico preciso.

Al centro della messa in scena di Baracco c’è il dramma interiore di Rodion Raskol’nikov, giovane studente povero di Pietroburgo, che elabora una teoria: esistono uomini “superiori” che possono infrangere la legge per un bene più grande. Convinto di appartenere a questa categoria, uccide un’usuraia, Alëna Ivanovna, e finisce per assassinare anche la sorella della donna. Ma il duplice omicidio non gli porta né libertà né superiorità: Raskol’nikov precipita in un vortice di febbre, paranoia e senso di colpa.
La costruzione evolve per quadri con un ritmo naturale. Nel primo atto domina quasi interamente il trambusto interiore del protagonista, interpretato dal giovane Gabriele Gasco: tormentato, nevrotico, spesso monocorde nell’interpretazione, non sempre capace di attraversare la complessità dostoevskiana del personaggio. Le reazioni forzate ai dialoghi con l’ispettore Porfirij – un arguto e brillante Paolo Zuccari – ne sono un esempio, così come il rapporto con l’amico, ben reso da Giulio Petushi, attento nei ritmi e nella caratterizzazione.
Aurora Spreafico (Sonja) e Arianna Pozzi (Dunja) portano in scena con dignità archetipi femminili colpiti dalla società e dalla mercificazione del corpo femminile: sono figure che faticano a emergere e definirsi.
Il volto degli uomini più opprimenti è invece affidato a Woody Neri, che interpreta due ruoli con notevole capacità istrionica e senza giudizio.
In uno spazio scenico “de-costruito” da Marta Crisolini Malatesta (uno scheletro di tubi sul fondo, da cui esce fin troppo fumo, e porte che calano dall’alto per disegnare ambienti), la regia di Baracco lascia ampio spazio agli attori e alla loro ricerca.

Nonostante alcune scelte forzate, talvolta avulse dal contesto ma visivamente apprezzabili, il fulcro resta il dibattito interiore del protagonista. Tutto appare come nella mente di Raskol’nikov: dialoghi, spinte di coscienza, deliri febbrili, immagini imposte, suoni eccessivamente amplificati e talvolta fastidiosi. Un vortice delirante sottolineato anche dalle musiche di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno. I costumi, sempre di Crisolini Malatesta, seguono la stessa linea estetica di de-costruzione e contemporaneità.
Baracco, rispetto all’originale di Mauri, approfondisce il lato pastorale del romanzo, concentrandosi sulla colpa, sulla pena giuridica, sul senso di moralità e giustizia, con l’intento latente di suscitare domande.
La pièce resta godibile, nonostante il ritmo lento e le due ore e mezza di durata, grazie alla qualità degli attori più maturi e alla drammaturgia chiara ed incisiva di Maria Teresa Berardelli, che affianca Baracco in queste complesse riletture dei classici.
A marzo, i due torneranno al Teatro Menotti con “Mephisto”, tratto dal romanzo di Klaus Mann.
Delitto e Castigo
di Fëdor Dostoevskij nell’adattamento teatrale di Glauco Mauri
Regia: Andrea Baracco
Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta
Musiche originali e suoni: Giacomo Vezzani e Vanja Sturno
Disegno luci: Umile Vainieri
Drammaturgia: Maria Teresa Berardelli
Con: Gabriele Gasco, Woody Neri, Giulio Petushi, Arianna Pozzi, Aurora Spreafico, Paolo Zuccari
Produzione: Compagnia Mauri Sturno
Visto a Milano, Teatro Menotti, il 5 dicembre 2025
