Delitto e castigo. Andrea Baracco “rilegge” un classico della compagnia Mauri Sturno

Woody Neri (ph: Manuela Giusto)
Woody Neri (ph: Manuela Giusto)

Da poco alla guida della compagnia, il regista firma un Dostoevskij che intreccia tradizione e contemporaneo

“Delitto e castigo”, uno dei grandi romanzi dell’Ottocento, è una discesa negli strati più oscuri della coscienza umana. Dostoevskij non racconta un delitto, ma ciò che nasce dentro il colpevole: il delirio morale, la vertigine del senso di colpa, la ricerca impossibile di una giustificazione filosofica al male. È un’opera-mondo, dove la miseria materiale diventa miseria dell’anima, e la città di Pietroburgo si trasforma in un labirinto mentale.

Su questa visione si basa la storica versione di Glauco Mauri, uno dei tentativi più lucidi e rigorosi del teatro italiano e fra i maggiori successi della Compagnia Mauri Sturno.
Oggi, a vent’anni dal debutto, lo spettacolo torna alla luce nella rilettura di Andrea Baracco, da poco alla guida della compagnia. E non è un caso che la sua prima regia dopo il passaggio di consegne sia proprio il rifacimento dello storico allestimento: un segnale di continuità e, al contempo, la dichiarazione di un progetto artistico preciso.

Gabriele Graham Gasco (ph: Manuela Giusto)
Gabriele Graham Gasco (ph: Manuela Giusto)

Al centro della messa in scena di Baracco c’è il dramma interiore di Rodion Raskol’nikov, giovane studente povero di Pietroburgo, che elabora una teoria: esistono uomini “superiori” che possono infrangere la legge per un bene più grande. Convinto di appartenere a questa categoria, uccide un’usuraia, Alëna Ivanovna, e finisce per assassinare anche la sorella della donna. Ma il duplice omicidio non gli porta né libertà né superiorità: Raskol’nikov precipita in un vortice di febbre, paranoia e senso di colpa.

La costruzione evolve per quadri con un ritmo naturale. Nel primo atto domina quasi interamente il trambusto interiore del protagonista, interpretato dal giovane Gabriele Gasco: tormentato, nevrotico, spesso monocorde nell’interpretazione, non sempre capace di attraversare la complessità dostoevskiana del personaggio. Le reazioni forzate ai dialoghi con l’ispettore Porfirij – un arguto e brillante Paolo Zuccari – ne sono un esempio, così come il rapporto con l’amico, ben reso da Giulio Petushi, attento nei ritmi e nella caratterizzazione.
Aurora Spreafico (Sonja) e Arianna Pozzi (Dunja) portano in scena con dignità archetipi femminili colpiti dalla società e dalla mercificazione del corpo femminile: sono figure che faticano a emergere e definirsi.
Il volto degli uomini più opprimenti è invece affidato a Woody Neri, che interpreta due ruoli con notevole capacità istrionica e senza giudizio.

In uno spazio scenico “de-costruito” da Marta Crisolini Malatesta (uno scheletro di tubi sul fondo, da cui esce fin troppo fumo, e porte che calano dall’alto per disegnare ambienti), la regia di Baracco lascia ampio spazio agli attori e alla loro ricerca.

Ph: Manuela Giusto
Ph: Manuela Giusto

Nonostante alcune scelte forzate, talvolta avulse dal contesto ma visivamente apprezzabili, il fulcro resta il dibattito interiore del protagonista. Tutto appare come nella mente di Raskol’nikov: dialoghi, spinte di coscienza, deliri febbrili, immagini imposte, suoni eccessivamente amplificati e talvolta fastidiosi. Un vortice delirante sottolineato anche dalle musiche di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno. I costumi, sempre di Crisolini Malatesta, seguono la stessa linea estetica di de-costruzione e contemporaneità.

Baracco, rispetto all’originale di Mauri, approfondisce il lato pastorale del romanzo, concentrandosi sulla colpa, sulla pena giuridica, sul senso di moralità e giustizia, con l’intento latente di suscitare domande.
La pièce resta godibile, nonostante il ritmo lento e le due ore e mezza di durata, grazie alla qualità degli attori più maturi e alla drammaturgia chiara ed incisiva di Maria Teresa Berardelli, che affianca Baracco in queste complesse riletture dei classici.
A marzo, i due torneranno al Teatro Menotti con “Mephisto”, tratto dal romanzo di Klaus Mann.

Delitto e Castigo
di Fëdor Dostoevskij nell’adattamento teatrale di Glauco Mauri
Regia: Andrea Baracco
Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta
Musiche originali e suoni: Giacomo Vezzani e Vanja Sturno
Disegno luci: Umile Vainieri
Drammaturgia: Maria Teresa Berardelli
Con: Gabriele Gasco, Woody Neri, Giulio Petushi, Arianna Pozzi, Aurora Spreafico, Paolo Zuccari
Produzione: Compagnia Mauri Sturno

Visto a Milano, Teatro Menotti, il 5 dicembre 2025

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