Antonio Rezza e Flavia Mastrella: il potere ce l’ha chi lo subisce

Flavia Mastrella e Antonio Rezza (photo: klpteatro.it)
Antonio Rezza a Paratissima (photo: flickr.com/photos/paraphotos)

Antonio Rezza a Paratissima 8 – Torino (photo: Davide Bellucca – flickr.com/photos/paraphotos)

Esattamente un anno fa eravamo in contatto con Antonio Rezza per organizzare le riprese di quello che sarebbe diventato “Il discorso di fine anno del Presidente“, trasmesso su Klp la sera del 31 dicembre 2011.
All’epoca, in quel di Nettuno, base operativa del duo Rezza/Mastrella, cominciava a crescere il nuovo spettacolo; c’era già una data di debutto (quella torinese), ma “Fratto_X”, ammesso che un titolo fosse già stato deciso, era probabilmente ancora molto distante dall’esito straordinario a cui è possibile assistere in questi giorni (e fino al 6 gennaio) al Teatro Vascello di Roma.

Diciamo la verità: nutrivamo già un’enorme stima per il lavoro di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, considerando la loro opera fra le più geniali di tutto il panorama teatrale contemporaneo italiano. Ma proprio in virtù di questi presupposti eravamo preoccupati che l’arte e il genio, con il passare degli spettacoli, potessero in qualche modo affievolirsi, se non addirittura smarrirsi (“Come diceva Platini, posso solo peggiorare” è una delle citazioni rezziane che meglio rende l’idea).

Nel 2009 Franco Quadri (leggi l’articolo su Repubblica) scriveva: “Qualcuno poteva forse pensare che, col trascorrere degli anni, il fenomeno Antonio Rezza – Flavia Mastrella fosse destinato a trovare un po’ di pace, se non il senso della ragione; e invece questa ragione ha sviluppato i suoi artigli fino a raggiungere la follia pura, ma elaborando il pensiero con un’acutezza così forsennatamente logica da fare a pezzi la sedicente realtà, assunta e cavalcata con criteri rigorosamente matematici”.



Dopo aver assistito al debutto di “Fratto_X” (coprodotto da Fondazione TPE e Teatro Vascello) a Torino possiamo felicemente confermare che tutti i timori erano assolutamente infondati, e che Quadri aveva ragione (avrebbe potuto essere altrimenti?). Non solo non si è verificata alcuna temuta flessione ma, se possibile, la vena artistica di Rezza & Mastrella ha marcato, con quest’ultima opera, un ulteriore salto di qualità.

La tessitura drammaturgica, in questa occasione, assume forma più riconoscibile, quasi ad enunciare una completa maturazione del processo creativo a cui Flavia Mastrella e Antonio Rezza sottopongono le loro ‘invenzioni’. Sempre di anarchica scrittura di scena si tratta, ma canalizzata su un impianto drammaturgico più solido. E’ un aspetto, questo, sul quale abbiamo cercato di soffermarci anche nel corso della videointervista che vi proponiamo, realizzata al Teatro Astra.

E sempre a Torino abbiamo anche provato a seguire alcune delle tappe collaterali al debutto di “Fratto_X”. Dall’asta al buio di Paratissima, dove dall’interno di un furgone (su consiglio di Flavia Mastrella), Rezza ha battuto un’asta al buio che ha visto fra i fortunati vincitori pure l’assessore alla cultura di Torino Braccialarghe, che si è aggiudicato una banconota da dieci euro pagandone venticinque, all’intervista rilasciata a 110 webradio, emittente radiofonica digitale dell’ateneo torinese, che ringraziamo per averci permesso di assistere ed effettuare alcune riprese. Fino al divertente incontro pubblico di Antonio e Flavia con Manuel Agnelli, protagonista qualche anno fa, insieme agli Afterhours, di un insolita collaborazione che li vide alternarsi sullo stesso palco.

 

Flavia Mastrella e Antonio Rezza (photo: klpteatro.it)

Flavia Mastrella e Antonio Rezza (photo: klpteatro.it)

Abbiamo goduto del privilegio di assistere ai momenti che precedono l’apertura del sipario, consumati fra palleggi di riscaldamento e qualche battuta improvvisata con una sconosciuta e imbarazzatissima signora sbucata da una stanza attigua ai camerini, tra un telefono cellulare che sparisce proprio all’ultimo momento (recuperato poi in extremis dal provvidenziale Ivan Bellavista, presenza sempre più insostituibile nelle architetture creative del duo) e il racconto di Flavia della tensione che ha preceduto il debutto di questo spettacolo, arrivato in chiusura di un periodo artisticamente difficile, in cui diversi progetti non avevano ricevuto il riscontro atteso dagli enti a cui erano stati proposti.
Abbiamo conosciuto la sorprendente gentilezza e disponibilità di Antonio Rezza quando si trova lontano dai riflettori, a far da contraltare a quella “timidezza aggressiva” a cui accenna efficacemente Claudio Giunta nell’articolo su Il Sole 24 ore di ieri.

“Debuttare a Torino è un esercizio formativo” hanno confessato Antonio e Flavia a telecamera spenta. Di fronte a un pubblico che, per le sue attitudini – positive o negative che siano – permette comunque allo spettacolo di raggiungere più efficacemente un suo equilibrio (dopo il debutto, il lavoro verrà infatti sacrificato di una scena, quella del lottatore di sumo, che non li convinceva pienamente).

E il pubblico – perfino quello torinese! – ha reagito con entusiasmo, affiancandosi, come rare volte accade, al consenso quasi unanime della critica.
Non è scontato pensare allora che il potere, prendendo a prestito alcune considerazioni di questa intervista, sia veramente del pubblico. Quel pubblico che cresce sul passaparola, che sta regalando a questi artisti un sold-out dietro l’altro, che gode nell’essere aggredito dagli assalti scenici di Rezza e che, in fondo, nel successo del lavoro della coppia è un elemento di primaria importanza, più della critica, più delle produzioni o di qualsivoglia stabile, più di qualsiasi logica imperante nelle dinamiche del potere teatrale italiano, che quasi mai hanno spinto per valorizzare l’arte di questa maschera vivente del teatro italiano.

7-14-21-28 Fratto X fanno 25 anni di sodalizio artistico connotati da un’integrità che è attributo fondamentale del loro percorso e della loro capacità di essere, oggi, ancora qui, più in alto che in passato, con opere che all’energia comica, al paradosso iconoclasta, hanno affiancato anche la saggezza della maturità.

“Siamo sempre più bravi… – afferma Rezza in chiusura d’intervista – …è l’età purtroppo!”.

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