Dance Weekend: II edizione del focus sui giovani danzautori

Il Cappuccetto rosso di Ersilia Danza

Il Cappuccetto rosso di Ersilia Danza a chiudere Dance Weekend

Automatismo, improvvisazione, ombra e disobbedienza sono i protagonisti della seconda edizione di Dance Weekend, organizzata dal Teatro Fondamenta Nuove di Venezia con il sostegno di Arteven – Circuito Teatrale Regionale Veneto. Tre serate di danza, una interamente dedicata alla creatività di tre giovani danzautori selezionati nella Vetrina Giovane Danza D’autore di Ravenna nel 2012: Giorgia Nardin, Daniele Ninarello e Ba.Bau.Corp; e due serate dedicate all’ultima produzione di Ersilia Danza, compagnia veronese che  festeggia quest’anno i 25 anni di attività.  

Ad aprire la serata Anticorpi Explò il primo lavoro da solista di Giorgia Nardin, che ricordiamo in “Spic&Span” (segnalazione speciale Premio Scenario 2011) assieme a Francesca Foscarini e Marco D’Agostin. Un lavoro molto personale, diretto a osservare l’automatismo del corpo partendo dall’immagine della bambola più famosa del mondo: la Barbie, immagine del femminile universalmente riconoscibile, adattabile al bisogno altrui, capace di stare al passo coi tempi senza mai perdere lo status di “bambola”.  
In “Dolly” non c’è volontà, non si chiede perché o come, ogni cosa è data, ogni gesto, ogni movimento risponde ad un “copione” perpetuato nel tempo. Il contatto con la propria identità rimane un suono sordo e inanimato, fermo al gesto meccanico, automatico. Il corpo mantiene così inalterato il suo stato, reggendo al tempo come il meccanismo di un carillon.

Continua invece a sperimentare l’atto improvvisativo Daniele Ninarello nel suo “Non(leg)azioni” selezionato insieme a “Man size” dal CDC- Les Hivernales Avignon 2011, all’interno del progetto 100% Danse “Quand les régions s’en mêlent…”. Un’esperienza in gran parte internazionale quella di Daniele che, dopo essere passato per la Rotterdam Dance Accademy e aver danzato con diversissimi coreografi internazionali, da alcuni anni porta avanti la propria ricerca sul movimento in relazione allo spazio mentale e fisico, intercettandone i limiti attraverso l’improvvisazione creativa. “Non(leg)azioni” sono composizioni o scomposizioni  in partenza da punti distanti: mani, piedi, testa; parti finali che si ricongiungono al tutto e dal tutto rimbalzano nuovamente nello spazio,e frammenti che giocano ad esserci o non esserci  in relazione alla luce e alla musica.

Scelgono uno sviluppo più narrativo i Ba.Bau.corp, gruppo artistico di recente formazione e diversa provenienza, che riunisce in un unico team la creatività dell’attore (Gemma Carbone), del regista (Paolo Nikli), del danzatore (Francesco Collavino e Bi Jia Yang) e del grafic designer (Emanuele Lizzi).  
“Capitolo I-Siano le ombre” indaga il buio e la luce, l’ignoto e la scoperta, come fonti di paura e di instabilità, ma anche  come piccoli tempi di stasi e di gestazione, passaggi evolutivi in risonanza con la parte conscia e inconscia dell’uomo e del performer.
Forte a livello visivo il taglio di luce fotografico che investe Gemma Carbone, costretta in una maschera antigas; una figura quasi aliena, sulla quale la luce seziona e ingabbia solo una piccola porzione di corpo, lì dove batte il respiro e libera allungando nel buio la parte restante. Un’idea forte di protezione e sopravvivenza, fin troppo esasperata però man mano che Francesco Collavino compone nella sua danza la traccia narrativa, che anziché dare uno sviluppo creativo al “Capitolo” lo comprime nel risvolto didascalico.

Delude invece Ersilia Danza in “Cappuccetto rosso”, ideato da Laura Corradi (sue anche la coreografia, la regia e i testi). Uno spettacolo per bambini e adulti (così recita il foglio di sala) che, pur infilando alcune immagini poetiche e qualche pennellata di magia, si traduce poi in un’ora di spicciola messinscena.
Se inizialmente infatti l’ambientazione scenica e sonora, il contrasto tra il bianco degli elementi scenici e il rosso vivace della zuccherina e furbetta Midori Watanabe (Cappuccetto Rosso) suggeriscono un viaggio onirico e curioso nel mondo della fiaba, subito dopo tutto viene denutrito da un’accozzaglia di musiche (dai tanghi orientaleggianti alla Lucia di Lammermor) e da didascaliche invasioni di voci fuori campo (da Perrault a Luigi XIV, alle madri dei due personaggi). Il tutto all’interno di quattro quadri tirati quasi allo sfinimento, in particolare la scena dei fiori, in cui per venti minuti Cappuccetto e il Lupo (Carmelo Scarcella) danzano e  giocano a raccogliere, passarsi di mano, lanciarsi addosso fiorellini colorati, dando vita al gioco di seduzione più noioso al mondo.
Il tema della disobbedienza che la Corradi tenta di far emergere, affidandolo per lo più alle voci fuori campo e al capovolgimento del finale rispetto l’originale, arriva in sala come una innocua moraletta, ben poca cosa oggi  per adulti e bambini.

Serata Anticorpi Explò
GIORGIA NARDIN || DOLLY
di e con Giorgia Nardin
ambienti sonori: Tommaso Marchioridisegno
luci: Matteo Fantoni
durata: 15’
applausi: 23’’

DANIELE NINARELLO || NON(LEG)AZIONI
Coreografia e danza: Daniele Ninarello
Musiche: Sharon Isbin Liut Suites J.S.Bach
durata: 20’
applausi: 35’’

BA.BAU.CORP. || CAPITOLO I – SIANO LE OMBRE
di e con Gemma Carbone e Francesco Collavino
luci e costumi Ba.Bau.Corp.
effetti speciali Emanuele Lizzi
d f i Paolo Nikli
durata: 20’
applausi: 35’’

ERSILIADANZA || CAPPUCCETTO ROSSO
una produzione Estate Teatrale Veronese
coreografia, regia e testi Laura Corradi
con Midori Watanabe, Carmelo Scarcella
musiche originali Fabio Basile
durata: 1h
applausi: 1’ 20’’

Dance Weekend
Visto a Venezia, Teatro Fondamenta Nuove, il 18 e 19 gennaio 2013

 

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