Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Wednesday
Jul 23rd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Eventi Endgame Giancarlo Cobelli

Giancarlo Cobelli

E-mail PDF
Giancarlo CobelliGiancarlo Cobelli
(Milano, 12 dicembre 1929 – 16 marzo 2012)

“Non c’è teatro dove non c’è commozione. Io ho impresso nella mente e negli occhi il giorno in cui è finita la guerra, a Milano. Ognuno emanava una specie di fratellanza. Anche se era difficile perdonare o comprendere certi soprusi, certi divari disgustosi. Anche se chi è stato buttato nella melma ha la voglia lecita di alzare le mani verso la strozza di qualcun altro. Poi, però, scatta un segnale di distensione, di perdono. Prevale un senso mistico della verità. Qualcosa di più aleatorio della verità in senso stretto, che sennò comporterebbe sempre e solo crocifissioni. Delle due, l’una: o si mente, o si muore. Ma io ad esempio mento e muoio al medesimo tempo, come tutti i cristiani eretici, un po’ forse come Pasolini, o come Christopher Marlowe”.
(G. Cobelli, 1994)

Giancarlo Cobelli, io me lo ricordo in televisione, vestito di nero come mimo. Me lo ricordo come se fosse ieri questo piccolo ometto che diventerà un autentico maestro del teatro italiano.
Si è spento ieri mattina, a ottantadue anni; era nato a Milano il 12 dicembre del 1929.

Giancarlo Cobelli, io me lo ricordo poi all'inizio del mio percorso di spettatore, per una straordinaria versione della "Figlia di Iorio" perfettamente calata nel mondo ancestrale abruzzese, dove la poesia dannunziana usciva prepotentemente moderna.
Non facile mettere in scena D'Annunzio, ma lui "non si tirava mai indietro" proponendo visionariamente, oltre l'amato Shakespeare, testi assai difficili: "Gli Uccelli", "Aminta", "Le Trachinie", "La Venexiana", "La pazza di Chaillot", "Il dialogo nella palude", "Un patriota per me" (nel '91 Premio Ubu miglior regia), "Re Giovanni" e la meravigliosa "Turandot", anche questa perfettamente nitida nella mia memoria, Premio Ubu nel 1981 per miglior regia, miglior spettacolo, migliore scenografia di Paolo Tommasi e migliore attrice protagonista, Valeria Moriconi.

Nel 2003 curò una messa in scena del Woyzeck per la dodicesima edizione dell'École des Maîtres, avvalendosi per le musiche - con azzardo magnifico - della collaborazione di Giovanna Marini.

E poi, ovviamente, la regia di numerose opere liriche: "Tosca", "Rigoletto", "La dannazione di Faust", "L'angelo di fuoco", "Salomè", "Simon Boccanegra", "Tristano e Isotta", "Ifigenia in Tauride", "Un ballo in maschera" e un "Orfeo e Euridice" di Gluck che fece scandalosamente epoca. E poi due film, "Fermate il mondo... voglio scendere!" (1970) e "Woyzeck" (1973), oltre allo sceneggiato televisivo "Teresa Raquin" (1985), tratto dall'omonimo romanzo di Émile Zola.
Tutte regie permeate dalla forte caratterizzazione di ogni elemento della scena, che doveva colpire al cuore l'emozione dello spettatore.
Addio adorabile mentitore!
 
Hits: 1586

Commenti (1)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Last Seen

 

Eve: cabaret negli stereotipi della misoginia

Al centro anche di una campagna di sensibilizzazione ministeriale, il tema della violenza ...

 

Alain Platel: da Kinshasa un'esplosione di energia e gioia

Come racconta lo stesso Platel, il ruolo del coreografo è stato sin dall'inizio quello di...

 

Teatranti custodi delle comunità, da Manfredini a La - Resentida

 

Dalla nuova casa londinese il Belarus Free Theatre ricorda la Red Forest

La compagnia bielorussa, fondata a Minsk nel 2005 da Nicolai Khalezin e Natalia Kaliada, c...

 

I gabbiani in volo di Ventriglia e Garbuggino

Livorno è una città dove se ne trovano molti. Ma del gabbiano e di Livorno parliamo poic...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Emma Dante: il teatro e la morte. Intervista

 

A Torino la Cavallerizza è tornata Reale

Ne abbiamo parlato con Maria Edgarda, portavoce per noi di Cavallerizza 14:45, assemblea ...

 

Di lavoro a teatro. Buon 1° maggio!

"Tu (non) sei il tuo lavoro" di Rossella Pastorino per la regia di Sandro Mabellini, un te...