I Promessi Sposi cyberpunk di Lenz Rifrazioni

I promessi sposi di Lenz Rifrazioni

I promessi sposi di Lenz Rifrazioni

Renzo e Lucia non avrebbero potuto chiedere di meglio: vedere materializzata la loro travagliata vicenda spogliata dal romanticismo manzoniano e scrutata nei suoi più intimi tormenti, nelle sue angosce e nei suoi incubi, per ridare valore concreto al loro intricato vissuto.

Lenz Rifrazioni prosegue il lavoro ultra decennale con gli attori “sensibili”, ex lungodegenti psichici e persone con disabilità intellettiva, volgendo lo sguardo a quel ramo del lago di Como che tutti ricordiamo scolasticamente, ed innescando un nuovo progetto biennale dedicato all’opera di Alessandro Manzoni, di cui questa prima tappa viene presentata alla diciottesima edizione del loro festival di arti performative Natura Dèi Teatri, quest’anno inserito nel programma delle manifestazioni dedicate al Bicentenario Verdiano del 2013.

Pietra miliare della nostra letteratura, “I Promessi Sposi” passano sotto la lente imagoturgica di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto per venire disgregati e ricomposti in una molteplicità di rielaborazioni drammaturgiche e visive, che operano come impulsi sulle sensibilità artistiche degli attori dotati di particolare status psichico intellettivo con i quali sono abituati a lavorare.


Non ne usciranno indenni, ma sicuramente rigenerati. Entrano invece, gli spettatori, in un labirintico allestimento composto da sei habitat in trasparenza, sei celle comunicanti e incorniciate da proiezioni video, che saranno la dimora dei ventiquattro quadri performativi che compongono l’opera. Una condensazione di luoghi metafisici in dissolvenza verso un richiamo al lazzaretto, o ai sotterranei dell’anima creativa.

In queste specie di incubatrici visive incontriamo, passo dopo passo, i vari personaggi del romanzo, da Don Abbondio a Don Rodrigo, dall’Innominato a Fra Cristoforo fino alla Monaca di Monza, oltre che ai nostri futuri sposi promessi, con riprese anche dall’antesignano Fermo e Lucia dello stesso Manzoni.

Ma la composizione drammaturgica non si esaurisce solo nei frammenti originali del romanzo, si immerge in un flusso di identità e dissertazioni di vita reale o anche solo immaginata, veicolando gli attori nei paesaggi delle vicende letterarie, per farli prendere possesso dell’essenza psicologica dei protagonisti del testo autentico, e ricostruirli in una fusione di percorsi comuni.

Gli innumerevoli elementi tematici dell’affresco storico manzoniano (come l’ingiustizia, l’oppressione, l’inganno o la provvidenza, la speranza e l’espiazione) vengono accuratamente rievocati nella messa in scena ma, spogliati dai vincoli con il linguaggio e la scansione narrativa del classico ottocentesco, sono riconvertiti in nodi metalinguistici con cui gli interpreti affrontano le proprie passioni e le loro sensibili energie creative.

Ci si ritrova quindi in un cosmo sensoriale parcellizzato da una ricerca musicale basata sul Requiem di Verdi, ri-assemblato all’interno della drammaturgia e intrecciato in un magma sonoro che dialoga con voci sparse e allucinate, che percorrono questi cunicoli installati nel cemento degli spazi ex industriali del teatro Lenz, dove si depositano i turbamenti e le paure che questi “magnifici umili” strappano dalla propria psiche per offrirli ai personaggi manzoniani.

Ben lungi dal ricalcare fedelmente lo svolgimento del testo originale, scomposto e scarnificato in una minimale traccia narrativa, la messa in scena libera lo spirito creatore degli attori in un costante presente, sia fisico che virtuale, in un accadere attivo e permanente di memorie e molteplici visioni.

Lenz Rifrazioni ci mostra una composizione dai tratti suggestivi ed evocativi, arricchita dalla potente sensibilità immaginifica dei suoi interpreti, che sanno rendere giustizia a una delle più martoriate coppie di sposi della letteratura.

I PROMESSI SPOSI
da Alessandro Manzoni
Première creazione per Natura Dèi Teatri #18 e Bicentenario VerdianoCreazione < Francesco Pititto | Maria Federica Maestri
drammaturgia e imagoturgia < Francesco Pititto
installazione e costumi < Maria Federica Maestri
musica < Andrea Azzali_Monophon
interpreti < Valentina Barbarini | Frank Berzieri | Monica Bianchi | Giovanni Carnevale | Carlo Destro Paolo Maccini | Andrea Orlandini | Roberto Riseri | Delfina Rivieri | Vincenzo Salemi | Elena Sorbi | Carlotta Spaggiari | Barbara Voghera
direzione scientifica < Rocco Caccavari
cura e Organizzazione < Elena Sorbi | Ilaria Montanari
comunicazione < Eleonora Felisatti
ufficio stampa < leStaffette | Raffaella Ilari | Marialuisa Giordano
responsabile progetto riabilitativo < Paolo Pediri
luci < Gianluca Bergamini | Nicolò Fornasini
assistente alla regia < Alice Scartapacchio
osservatorio critico < Violetta Fulchiati
in collaborazione con AUSL Parma – Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale – Dipendenze Patologiche
con il sostegno di Aurora Domus Cooperativa Sociale O.N.L.U.S.
produzione: Lenz Rifrazioni
 
durata: 1h 18′
applausi del pubblico: 1′ 58”

Visto a Parma, Lenz Teatro, il 16 novembre 2013
Prima nazionale


 

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