Io, Beethoven: Corrado D’Elia fra tormenti e dolori del celebre compositore

IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN
IO, LUDWIG VAN BEETHOVEN

Corrado d’Elia (photo: teatrolibero.it)

Un monologo di poco più di un’ora per raccontare la vita del compositore tedesco Ludwing Van Beethoven, scandagliandone l’animo umano ed i conflitti interiori, contributo alla genesi delle sue celebri composizioni.  

Corrado D’Elia, vestendo i panni di un cantore contemporaneo, si affida alla potenza della propria voce e alla capacità di mimica e gestualità per restituirci un ritratto vivido del genio musicale e del panorama dell’epoca.

A fare da sfondo, una scena spoglia eppure densa di suggestioni: un solo sgabello e pareti bianche, che, illuminate da giochi di luce, seguono il ritmo della narrazione.

In questo semplice quadro si fa strada il racconto della vita di Beethoven, dall’infanzia – in una famiglia di umili origini, segnata dal difficile rapporto con un padre musicista alcolizzato, violento, pronto a sfruttare il talento del piccolo Ludwig – alla giovinezza, che vide fiorire otto delle sue Sinfonie.
Particolare risalto viene dato, nella narrazione, alla genesi dell’Inno alla gioia, aggiunto all’ultimo alla sua nona Sinfonia.

Corrado d’Elia sottolinea l’importanza del sentimento per un compositore passato alla storia per il carattere burbero e malinconico; di come, dietro le apparenze di uomo scorbutico e irascibile, si celasse una profonda sensibilità e un grande disagio per l’acuirsi della sordità.

Nel frattempo il panorama musicale viennese veniva dominato dagli italiani, Paganini e Rossini, compositori dotati di una vivacità e leggerezza lontani dalla fisionomia musicale di Ludwig, che si ritrovò così a fare i conti anche con l’incomprensione del suo ambiente.
La vita del genio musicale si trascinò allora tra solitudine, dolore e malattia per dieci anni, il tempo che intercorse dalla composizione tra l’ottava e la nona Sinfonia.  

D’Elia, nella sue vesti di autore, regista ed attore, si rivela un aedo contemporaneo in ottima forma. Lo spettacolo realizza un omaggio sentito al grande musicista, cogliendone il lato umano senza sbavature e troppe concessioni al sentimentalismo, giocando con un suggestivo mix di musica e luci che riscuote entusiasmo da parte del pubblico.
In scena a Milano ancora stasera e domani.

Io, Ludwig van Beethoven
progetto e regia:  Corrado d’Elia
con Corrado d’Elia
assistente alla regia: Andrea Finizio
scene: Giovanna Angeli e Luca Ligato
luci: Alessandro Tinelli
fonica: Giulio Fassina
costumi: Stefania Di Martino
consulenza e scelte musicali: Andrea Finizio e Monica Serafini
durata: 1h 10’
applaudi del pubblico: 2’

Visto a Milano, Teatro Libero, l’8 aprile 2013


 

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