Sanpapié e Macelleria Ettore per un passo di danza

Lara Guidetti in Della caduta (photo: Ida Jakobs)

Lara Guidetti in Della caduta (photo: Ida Jakobs)

Una scala scende dall’alto. Accanto c’è un corpo, forse di donna; il volto è volutamente nascosto dai capelli, potrebbe essere un animale che misura il proprio spazio di vita, che vorrebbe salire su quella scala ma ancora non può. 
E’ il corpo che danzando si trasforma il vero protagonista di “…Della caduta, un passo di danza”, lo spettacolo di Lara Guidetti, coreografa e regista del gruppo lombardoSanpapié. 

“Danzo perché mi è necessario farlo, perché trovo nel corpo il mio canale di espressione, comunicazione e traduzione del mondo che mi sta intorno. Il corpo è un ponte tra quello che osservo, vivo, agisco e l’invisibile, il mistero della vita – ci spiega la Guidetti – Il corpo è allo stesso tempo una macchina incredibile e una metafora aperta, riesce a sposare perfettamente funzionalità e poesia. La danza è, per me, l’elogio alla spinta vitale comune a tutti, ogni tecnica, ogni danza, magari, si focalizza e sviluppa uno o più aspetti del movimento, ma tutta la danza risponde a un unico motore: parla della vita e alla vita, la danza è necessaria”.

Coraggioso per la forma, così estrema e apparentemente minimalista, con il suo corpo di donna sempre in continuo cambiamento: “In questo periodo, in particolare, guardare al corpo e al suo linguaggio credo sia di fondamentale importanza per non perdersi dentro la bulimia di forme e modi preconfezionati”.

Coraggioso perché porta in scena un assolo di danza per ben tre settimane, al Crt di Milano, nel suo nuovo assetto di spazio della Triennale e ben sappiamo come la danza in Italia fatichi ad imporsi al grande pubblico. 

Coraggioso perché si misura con una regista di un’altra compagnia, Carmen Giordano di Macelleria Ettore: “Io e Carmen siamo partite da una riflessione comune intorno a una dinamica emotiva. Abbiamo fatto un primo, breve, periodo in sala, a cui è seguita la produzione e l’assemblaggio di materiali differenti (testi, immagini, script coreografici,spazi, suoni…). Li abbiamo sperimentati in un mese di lavoro in Francia, ospiti del teatro Garonne. Abbiamo fatto tantissimi tentativi e ci siamo messe di fronte al materiale fisico sino a quando il centro tematico non è stato chiaro: il meccanismo dell’interruzione”.

La bestia diventa donna, icona sacerdotale che si muove lungo uno schermo luminoso che ne fa risaltare la sacralità, una luminosità che si dimezza e si oscura. Ecco poi apparire una giovane che danza leggera e sorridente, e poi ancora un vecchio dolente che si percuote incessantemente, infine una fanciulla sperduta in un mondo popolato di annaffiatoi che riempiono lei e la scena di acqua. 

Solo allora lei potrà salire sulla scala che, sospesa nel nulla, è di nuovo tornata, per poi riscomparire dal buio da cui era arrivata. Una lunga sequenza di cadute metaforiche in cui il rialzarsi significa sempre credere in qualcosa di nuovo, in qualcosa che potrà forse accadere e su cui lo sguardo dello spettatore ogni volta deve ripartire da zero.

In scena Lara Guidetti dialoga con la musica scritta appositamente per lei da Carlo Boccadoro, una musica che spesso aggredisce il suo gesto proiettandolo in un’altra dimensione, in spazi ogni volta nuovi, ricreati dalle luci diAlice Colla, dalle scene e dai costumi di Valentina Tascari e Giulia Bonaldi e da Marcello Gori, che ha curato tutto l’ambiente sonoro dove Lara si muove e che ne riverbera sempre i movimenti. 

“In questo spettacolo gli elementi scenici (luce, spazio e musica) hanno un ruolo attivo, non solo di sostegno a quello che accade in palco perché la drammaturgia si è chiusa solo con la presenza e l’arrivo degli altri “autori”. Nella fase di ricerca abbiamo ipotizzato i movimenti delle luci, trovato riferimenti sonori e abbozzato i movimenti dello spazio, tutto insomma è concorso a dare corpo alla nostra immaginazione” ci spiega ancora la Guidetti. 

“Carlo, come compositore, ha accompagnato questa ricerca ed è entrato nel percorso drammaturgico sin dall’inizio. Abbiamo consegnato a lui i riferimenti sonori a cui ci siamo appoggiate e le prime coreografie. Lui ha preso tutto e ha creato la sua musica trasformando le nostre suggestioni in qualcosa di originale e personale. Nell’ultima parte della produzione, al Teatro dell’Arte, il lavoro di Carlo si è sposato con quello di Marcello ed è stato molto interessante vedere come due mondi sonori così diversi si siano intrecciati e completati a vicenda”.

“…Della caduta, un passo di danza” si configura nel panorama della danza italiana contemporanea come un audace e sentito omaggio a tutte le possibilità e i significati che la danza può possedere, coniugato alla volontà di condividerle e sperimentarle con artisti di diversa estrazione e provenienza.

…DELLA CADUTA, UN PASSO DI DANZA
con Lara Guidetti
Musiche Carlo Boccadoro
Disegno luci Alice Colla
Scene Valentina Tescari
Costumi Giulia Bonaldi
Sound design Marcello Gori
Coreografie Lara Guidetti
Regia Carmen Giordano
produzione CRT Milano | Centro Ricerche Teatrali
Sanpapié in collaborazione con Macelleria Ettore
Thèatre Garonne / Toulouse
con il contributo di Next – Laboratorio delle idee per la produzione
e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2013,
Festival Oriente Occidente
Danzarte/Circuito Danza Lombardia

Visto a Milano, Crt, il 18 dicembre 2014
Prima nazionale

 

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