Silvia Gribaudi: a Danae la sostenibile leggerezza dell’essere

My place (photo: Michela di Savino)
My place (photo: Michela di Savino)

Il corpo come architettura, spazio abitabile, tempio dell’arte e dello spirito. Vi è una leggerezza gioiosa nella poetica performativa di Silvia Gribaudi, mattatrice a Danae XVIII, il festival multidisciplinare organizzato a Milano dal Teatro delle Moire giunto ormai al giro di boa.

Silvia Gribaudi, coreografa e regista di origini torinesi, è stata protagonista nella rassegna con una personale di tre lavori: “What age are you acting – Le età relative” e “R.osa, 10 esercizi per nuovi virtuosismi”, che hanno segnato il debutto del Festival lo scorso 26 ottobre; infine “My place – Il corpo e la casa”, in scena il 2 novembre, dove ha diretto la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale.

Al Teatro Out Off la Gribaudi alleggerisce corpi e scrittura drammaturgica. Dota le performance di un ritmo incalzante, veloce e immediato. Propone una leggerezza pensosa, che fa apparire la frivolezza come pesante e opaca, avrebbe detto Calvino.

Il tema di “What age are you acting” è il trascorrere degli anni, il succedersi delle età con le conseguenze che lascia sulla pelle. Ma un corpo, quando si modifica, necessariamente evolve, nel senso che si arricchisce di nuovi contenuti emozionali.

Ironica e impertinente, pudica e maliziosa, la Gribaudi volteggia riempiendo da sola la scena. Il palco è nudo come lei. Sul parquet, solo tre mucchietti sparsi qua e là di polvere bianca, sostanza indefinita tra gesso, farina e borotalco.
Lo dice anche la Bibbia: siamo polvere, e in polvere ritorneremo. Ma qui l’artista svela insospettate energie in barba all’età ingravescente, e svolazza su e giù per il palco come mamma l’ha fatta. Turbine e quiescenza, trottola agitata a mo’ di derviscio rotante, la Gribaudi gioca con la propria nudità: si rivela, si nasconde, avvia con le mani la torsione dei seni ridondanti, frena e scatena la forza poietica del proprio corpo.
Sono pennellate rapide, vivaci e dissacranti. Con la giustapposizione di caldi e freddi, con pose che emulano la scandalosa (per l’epoca) “Colazione sull’erba” di Édouard Manet, la Gribaudi si produce in sguardi simili al sorriso sibillino della “Gioconda”.

A coronare un quadro ancora più dinamico per identità di genere ed età, ecco la plastica presenza scenica del 68enne Domenico Santonicola. Questo danzatore dal vigore fisico ancora sorprendente, ex militare dell’Esercito – udito e vista flebili, cuore ballerino come il suo corpo – si sbizzarrisce in una performance vitale e icastica, che a volte si esaurisce nell’impassibilità statuaria.
Agitata dal soffio della sua bocca, la farina ammonticchiata si dilata a creare chiaroscuri di nuvole. Le nuvole evocano paesaggi lunari, dialogano con fasci di luce, creano atmosfere nebbiose. La danza è valzer notturno. Barlumi luminosi come stelle cadenti s’alzano in volo, traghettati dalle braccia centrifughe della Gribaudi.

“Per quanto tempo è per sempre?“ chiedeva Alice nel romanzo di Lewis Carroll. “A volte solo un secondo” rispondeva Bianconiglio. “What age are you acting” dimostra che la danza può fermare l’attimo anche più banale, rendendolo memorabile. Il corpo, turgido o cadente, anoressico o ipertrofico, giovane o vecchio, diventa progettazione complessiva dello spazio, razionalità costruttiva del tempo, determinazione artistica senza condizioni.

Lo conferma Claudia Marsicano, che in “R.osa, 10 esercizi per nuovi virtuosismi” demitizza la mentalità corrente del successo legato alle prestazioni di un corpo atletico. Con la Gribaudi in cabina di regia, la Marsicano sprigiona la propria giunonica esplosiva forza poietica.
Se qualche anno fa una ballerina veniva licenziata dalla Scala perché denunciava l’anoressia, qui la carne è soggetto coreografico. L’ispirata protagonista, nello spazio breve di venti minuti, dimostra di poter fare di tutto: è ginnasta e contorsionista, robot e cantante a cappella, ballerina e animatrice. Fa il verso a Britney Spears, in una grottesca parodia in cui ne mima in playback un brano con le smorfie riprodotte dal viso. Coinvolge il pubblico in una sagace performance mozzafiato, capace di divertire e interrogare.

R.osa (photo: Elisa Gobbi Frattini)

R.osa (photo: Elisa Gobbi Frattini)

Un modo per sfatare i canoni tradizionali di bellezza, per criticare la società omologante e rappresentare un mondo rilassato, è anche “My place – Il corpo e la casa”, di Qui e Ora residenza teatrale.
Ciò che caratterizza le tre attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli è la capacità di mettersi alla prova con artisti dal background differente. Ecco l’incontro con Silvia Gribaudi, la sapidità controcorrente di uno spettacolo che pone in dialettica corpo, età e ruolo della donna nella società contemporanea. Ne nasce uno show surreale con tre signore in costume da bagno, in rapporto mutevole con il proprio corpo e le proprie ombre. Donne e ombre s’inseguono e sovrappongono, si divorano e moltiplicano. Le attrici, sfrattate dal proprio io, sono corpi senza casa né spazio.

Il percorso parte dalla casa come luogo-simbolo, rifugio e riferimento. C’è una trasfusione dei corpi nelle abitazioni, e viceversa. Quel che è certo è che queste tre tipe da spiaggia in cuffia e bikini, in perenne restauro da fitness, colpiscono già al primo e fuggevole sguardo, pongono lo spettatore di fronte a molti dubbi e qualche sorriso. Piacciano o no (in fondo si tratta di un recitare naif in cui scompare ogni residuo scolastico) esse colpiscono per la loro normalità da schizzate, che gridano come ossesse e, giocano con le proprie ombre. Più si muovono, più rimpicciolisce il palco, che all’inizio pareva sterminato.

In fondo, qui la casa è una suggestione, un pretesto per fare altro, magari divertirsi. Il teatro può essere anche una carrellata di forme insolite, di sguardi persi nel vuoto, di personaggi irreali. E tuttavia proprio il corpo, il palco, l’alchimia che si crea tra gli artisti, sono essi stessi casa, rifugio, bussola quando sembra perduta la capacità di orientarsi nel mondo.

Non occorrono troppe parole. Che poi è lo stile di Silvia Gribaudi. Che riduce in brandelli la prosa, abbatte gli steccati della danza, raccoglie i cocci della cultura borghese. Fa tutto un fascio dei costumi di scena e ne accende un falò, alla cui luce rischiara il nostro essere frantumato dal consumismo e dalle apparenze vuote, per ricomporlo poi amorevolmente.

My place (photo: Michela di Savino)

My place (photo: Michela di Savino)

WHAT AGE ARE YOU ACTING? – LE ETÀ RELATIVE
di Silvia Gribaudi
con Domenico Santonicola e Silvia Gribaudi
drammaturgia Giulia Galvan
musica Alessio Rossato, Rockets Fall on Rocket Falls by Amar – Bryant – Cawdron – Efrim – Norsola – Pezzente – Tellier-Craig – Trudea and Estro, Armonico Concerto N.1 by Antonio Vivaldi
suono Paolo Calzavara
disegno luce Leonardo Benetollo
fotografo Lorenzo Scaldaferro
produzione Act Your Age progetto di dialogo intergenerazionale e dell’invecchiamento attivo verso l’arte della danza, promosso da Centro per la Scena Contemporanea – Bassano del Grappa, Nederlandse Dansdagen-Maastricht, Dance House Lemesoscon il sostegno del programma Cultura 2007-2013 dell’Unione Europea

durata: 45’
applausi del pubblico: 2’ 50”

Visto a Milano, Teatro Out Off, il 26 ottobre 2016

stars-4

 

 

R.OSA – 10 ESERCIZI PER NUOVI VIRTUOSISMI [short version]
Ideazione, regia, drammaturgia e coreografia Silvia Gribaudi
con Claudia Marsicano
assistente drammaturgia Giulia Galvan
fotografie Laila Pozzo
produzione Silvia Gribaudi Performing art, La Corte Ospitale – Rubiera;coproduzione il Granaio Arcene/Qui e Ora Residenza Teatrale, Danae Festival – Milano; collaborazioni Armunia – Castiglioncello, CSC Garage Nardini – Bassano del Grappa, Associazione Culturale Zebra

durata: 20’
applausi del pubblico: 2’ 40”

Visto a Milano, Teatro Out Off, il 26 ottobre 2016

stars-3.5

 

 

MY PLACE – IL CORPO E LA CASA
un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale
ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
regia Silvia Gribaudi
con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
assistente alla regia Roberto Riseri
disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti
residenze La Piccionaia (Vicenza), L’arboreto – Teatro Dimora (Mondaino RN) – Olinda Teatro La Cucina (Milano)

durata: 50’
applausi del pubblico: 3’ 10”

Visto a Milano, Teatro Out Off, il 2 novembre 2016
stars-3.5

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