Vera vuz: quando la lingua è più rischiosa di un’arma

Vera Vuz di Edorado Erba

Vera Vuz di Edorado Erba

Non si può dire che “Vera vuz”, ultimo lavoro di Edoardo Erba presentato in anteprima a Next, Laboratorio delle idee e in debutto nazionale all’Out Off di Milano, manchi di coraggio.

Una commedia in dialetto pavese, ma ambientata in un Messico di fantasia, presenta certo più di un ostacolo per il grande pubblico, che invece ha risposto positivamente e con lunghi applausi.
Merito della regia di Lorenzo Loris, capace non solo di aggirare gli eventuali ostacoli, ma anche di sfruttare al meglio le potenzialità della drammaturgia di Erba.

In poco meno di un’ora e mezza assistiamo quindi ad una vicenda che intreccia comicità, mistero, vendetta, cambiando velocemente i toni: dalla commedia al thriller passando per il dramma psicologico.
Da una storia apparentemente molto semplice si dipanano i fili di temi complessi quanto universali: l’amicizia, l’amore filiale, il senso dell’onore.

Lo spettacolo prende spunto da un episodio di cronaca riportato dal Guardian: Manuel Segovia ed Isidro Velasquez, unici depositari di una lingua antica, un tempo molto amici, non si parlano da 40 anni, pur vivendo a 500 metri di distanza. Se loro non dovessero parlarsi più la “vera vuz”, che in scena diventa il dialetto pavese sottotitolato in italiano, morirebbe con loro.

Lontani da anni a causa di un evento che verrà svelato nel finale, in una sorta di colpo di scena, i due ex amici si sfidano in un duello rocambolesco con un’arma più affilata di una spada: la lingua. Un dialetto lombardo aspro, eppure comprensibile grazie alla grande espressività mostrata dai protagonisti. Due personaggi opposti e complementari: Manuel (Gigio Alberti), gradasso, spaccone, imponente, “che ha divorato la vita”, e Isidro (Mario Sala) solitario, chiuso ed impassibile.

A tenere testa ai due uomini una intesa figura femminile, Monica Bonomi, che in scena si fa letteralmente in due, interpretando ora Felipa, serva-padrona di Isidro, ora Maricruz, giovane madre dello stesso.

Sullo sfondo una casupola mesoamericana in cui si respira l’atmosfera di un Messico ricco nella sua miseria, fra tortillas ai fagioli, tamal di maiale e sorsi di tseguino. Dialetto e Messico, lingua e ambientazioni stranianti per parlare di temi universali: scommessa vinta!
Fino al 2 febbraio.

Vera vuz
produzione: Teatro Out off
di Edoardo Erba
regia: Lorenzo Loris
con: Gigio Alberti, Mario Sala, Monica Bonomi
scene: Daniela Gardinazzi
costumi: Nicoletta Ceccolini
luci: Luca Siola

durata: 1h 20′
applausi del pubblico: 3′

Visto a Milano, Teatro Out Off, il 14 gennaio 2014
Prima nazionale


 

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