Falafel Express: la graphic novel di Lumen sull’identità

Falafel Express (photo: Vasco Dell'Oro)
Falafel Express (photo: Vasco Dell'Oro)

Quasi un road movie tra Brindisi, Venezia e il Cairo. “Falafel Express” (progetto e regia di Elisabetta Carosio, autore Roberto Scarpetti) è un crocevia d’incontri, una graphic novel prodotta dalla compagnia Lumen che, dopo un rapido finanziamento collettivo, ha da poco esordito a Milano.

È la storia di Madhi (Matteo Palazzo), giovane brindisino di madre siriana e padre egiziano che si reca all’università di Venezia a studiare Lingua e Cultura araba.
Madhi, disponibile e idealista, non ignora le criticità e i tanti scogli che minano la sua idea d’ibridazione e multiculturalismo. La madre (Alice Giroldini) nata ad Aleppo, gestisce a Brindisi un negozio di fiori; è una donna dolce e affettuosa che riesce ad armonizzare le proprie radici e la civiltà d’approdo: si è inventata il cuscus alla salentina. Il padre (Gabriele Genovese) rifornisce il Salento di kebab. Entrambi i genitori hanno le mani e lo sguardo di chi è abituato a lavorare e a dialogare. Credono nella multiculturalità. Sono equidistanti dal pregiudizio come dal radicalismo islamico. L’orgoglio d’appartenenza è presente invece nello zio paterno (Simone Formicola) che tiene vivo il legame con l’Egitto e il cordone ombelicale con la madre, da cui torna tutti gli anni.

Poi c’è Venezia, avamposto di accoglienza e integrazione delle molte fragilità che possono convergere in una città multietnica. Qui Madhi convive con due coetanei, Orso e Caterina (interpretati ancora da Giroldini e Genovese). Sono suggestioni d’amicizia e di un amore che presto farà i conti con le perplessità di chi è accogliente solo a parole. Madhi inizia a chiedersi chi sia. Intraprende un viaggio a ritroso verso le origini, verso l’Egitto, che gli offrirà consapevolezza e nuove prospettive.

La forza dello spettacolo sta nella drammaturgia briosa, nei botta e risposta rapidi, in una freschezza essenziale della regia. In “Falafel Express” ibridazioni e connessioni non si limitano ai temi affrontati, al riferimento a un’umanità in cammino, alla capacità degli attori d’intercambiarsi e ricoprire più ruoli. Qui l’ibridazione è soprattutto presenza simultanea di linguaggi: recitazione e illustrazione, animazione, musica, luce.

I fumetti di Chiara Abastanotti, adattati scenicamente da Tommaso Osnaghi e animati da Paola Palombi proiettano la storia in un orizzonte universale. Il montaggio è di tipo cinematografico, con stacchi veloci. I disegni spaziano dal bianco e nero a un colore che non è mai sfavillio. Non è uno spettacolo orientato politicamente: è prima di tutto un atto d’amore per la propria identità, base imprescindibile per la consapevolezza interculturale.

“Falafel Express”, tra umorismo ed emozione, ha anche dei momenti onirici. I disegni aiutano a dare continuità e coerenza alla narrazione. La tavolozza povera di colori sfronda la storia di ogni grossolanità e rende ancora più intrigante la sfida degli autori da un punto di vista estetico e artistico. Questo realismo stilizzato consente al disegno di mantenersi aderente alla realtà.

Qualche parola sulle musiche. Dalla Carrà ai Cure, da Fairouz al rap delle nuove generazioni, la musica accompagna le tappe del viaggio di un giovane ragazzo. C’è una musica che si ascolta in casa e una musica che si ascolta tra studenti quando si lascia l’ambiente familiare, una musica della cultura “tradizionale” e una della cultura “alternativa”. La musica rivela gli stati d’animo, è scoperta delle origini, esplorazione della contemporaneità.
“Falafel Express”, per la sua genuinità e immediatezza, si adatta perfettamente a un pubblico di ragazzi.

FALAFEL EXPRESS
Progetto e regia Elisabetta Carosio
Testo Roberto Scarpetti
Attori Simone Formicola, Gabriele Genovese, Alice Giroldini, Matteo Palazzo
Fumettista Chiara Abastanotti
Scenografo Tommaso Osnaghi
Videomaker Paola Palombi
Assistente alla regia Silvia Pierantoni Giua

durata: 1h 10’
applausi del pubblico: 1’ 50’’

Visto a Milano, Campo Teatrale, il 17 maggio 2018
Prima nazionale

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