In-Box Blu e Verde. A Siena il teatro interpreta le mille sfaccettature della realtà

Il colloquio di Collettivo LunAzione (photo: collettivolunazione.it)
Il colloquio di Collettivo LunAzione (photo: collettivolunazione.it)

E’ sempre interessante recarsi a Siena per osservare da vicino la fase finale di In-Box, l’originale progetto inventato dalla compagnia Straligut, teso a favorire la circuitazione delle compagnie emergenti, che si è trasformato in una vera e propria vetrina del teatro contemporaneo. La manifestazione diventa infatti una nuova e significativa occasione per vedere spettacoli e compagnie che da poco si sono affacciate al mondo teatrale e, nel contempo, per tastare il polso del teatro che verrà.
Il progetto costituisce un caso unico in Italia, essendo riuscito a riunire in due reti nazionali 79 partner tra festival prestigiosi, spazi off, piccole compagnie, teatri comunali e circuiti regionali.

L’iniziativa, che l’anno scorso si era dovuta svolgere da remoto, quest’anno è ritornata in presenza, seppure in un periodo diverso, con la presentazione dal vivo dei 12 spettacoli finalisti, sei per ciascuna sezione in cui è diviso. In-Box è infatti diviso in due rami distinti: In-Box Blu è dedicato al teatro e alle sue contaminazioni, mentre In-Box Verde è riservato al teatro per le nuove generazioni.

La manifestazione ha la prerogativa di mettere in palio tournée di repliche pagate dai partner del progetto, che scelgono gli spettacoli, dopo un lungo monitoraggio sulle produzioni partecipanti. Così, in 12 anni, ha accolto più di 4.000 candidature, premiato 69 compagnie e assegnato più di 500 repliche con circa 500.000 euro di cachet per gli artisti.

Quest’anno alla call avevano aderito 399 proposte per In-Box Blu e 165 per la sezione dedicata alle nuove generazioni. Una selezione decisamente interessante quella operata dai partner della sezione Blu, con sei spettacoli giunti in finale assolutamente diversi tra loro ma in generale di ottima qualità, a cominciare dai due spettacoli di cui avevamo già parlato in occasione dell’ultima edizione di Direction Under 30 a Gualtieri: la furente, e allo stesso tempo giocosamente amara, analisi generazionale di “Apocalisse Tascabile” del duo formato da Niccolò Fettarappa Sandri e Lorenzo Guerrieri, che ha vinto la kermesse di Siena ottenendo 17 repliche, compresa quella assegnata da una giuria formata da giovanissimi spettatori, e “La difficilissima storia di Ciccio Speranza” (12 repliche), poetica e surreale favola antropologica di Les Mustaches, scritta dal talentuoso Alberto Fumagalli, già incoronata al Premio Fersen e segnalata dalla stampa al Roma Fringe Festival 2020.

Della partita sono stati anche “Il colloquio” (13 repliche) dei napoletani del Collettivo LunAzione, scritto e diretto da Eduardo di Pietro, spettacolo già da noi molto apprezzato al Premio Scenario, che vede in scena i convincenti Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino entrare nelle viscere delle dolenti mogli di tre detenuti, in attesa di poter incontrare i rispettivi mariti presso il carcere di Poggioreale, e “Arturo”, produzione anch’essa proveniente da Scenario, di Nardinocchi/Matcovich, dolce e melanconica riflessione, tra realtà e finzione, sulla figura del padre e sul tema della morte.

Finiscono l’ottima selezione “Blue Thunder” (6 repliche) di Divina Mania, opera teatrale di Padraic Walsh, interpretata con ottima e struggente presenza da Mauro Lamanna, Gianmarco Saurino e Marco Cavalcoli; un testo potremmo dire classico, che ci ricorda Miller e Mamet, nel presentare lo scontro generazionale di tre componenti di una famiglia che la vita ha reso estranei.
E poi “La foresta” (3 repliche), coproduzione de I Pesci/Ortika, Premio Neiwiller, in cui Alice Conti e Fiorenzo Madonna portano in scena, non solo con le parole, lo smarrimento di due vuote esistenze sempre in cerca del senso della vita.

Oggi (photo: teatrocomunaleferrara.it)

Oggi (photo: teatrocomunaleferrara.it)

Nel complesso convincenti anche le scelte operate nel campo di In-Box Verde. In un momento in cui programmare le recite scolastiche risulterebbe difficile, spicca il riconoscimento alla qualità dato da un’apposita giuria alla compagnia ligure ScenaMadre per “Tre”, creazione originale che vede al centro il difficile e un po’ asfissiante rapporto tra due genitori con il figlio maschio, risolto anche in chiave spesso ironica.
Trentacinque le repliche assegnate in questa sezione. A pari merito sono risultati vincitori la Compagnia Arione De Falco e Di Filippo Marionette con 10 repliche ciascuno. Diversi i temi toccati dagli spettacoli e differenti le tecniche utilizzate. Il rapporto tra le varie generazioni viene indagato, coraggiosamente senza scenografia alcuna, ma con un utilizzo sapiente della musica creata per l’occasione da Enrico Messina, in “Oggi. Fuga a quattro mani per nonna e bambino” della Compagnia Arione De Falco; uno spettacolo che al contempo parla di amicizia e, in modo leggero e divertito, di malattia.
Presente nella selezione il teatro di figura e il circo con “Appeso ad un filo” di Di Filippo Marionette e “Panettieri spaventati” di Collettivo Clown.
Di grande spicco, in questa sezione dedicata ai ragazzi, ci è parsa la rivisitazione del “Cyrano de Bergerac” operata dai napoletani del Teatro del Baule in “All’ombra di un grosso naso”, raccontato con brio e profondità, alla maniera della commedia dell’arte, da Sebastiano Coticelli, Simona Di Maio e Dimitri Tetta. Il testo di Rostand riesce ad essere trasmesso a ogni tipo di generazione con grande sapienza attraverso tutti i mezzi teatrali a disposizione, sottolineando ancora una volta come la poesia possa essere uno degli strumenti più consoni per conoscere noi stessi e gli altri.
Da rivedere invece la farraginosa drammaturgia di “Buon Natale Signor Lupo” di Garraffo Teatroterra, dove Dario Garofalo si destreggia comunque efficacemente nel narrare le complesse peripezie di un lupo del tutto particolare nel giorno di Natale.

Anche quest’anno Siena si è dunque trasformata in un’ottima occasione per tastare da vicino i mille rivoli in cui la scena italiana contemporanea si dirama, soprattutto in un momento così difficile e buio come quello che stiamo attraversando. Un piccolo barlume di luce e di speranza rimane comunque acceso nei confronti di un teatro che intende proseguire la sua missione: interpretare le mille sfaccettature della realtà. Quali saranno i mezzi e le occasioni è ancora difficile dirlo, ma la speranza c’è.

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