Kontakthof 30 anni dopo. Pina Bausch e l’impossibilità del vero amore tra giovani vecchi

Kontakthof
Kontakthof

Kontakthof (photo: ©Jean-Louis Fernandez)

Martha Graham (1894-1991) sosteneva che la danza è l’unico linguaggio che non può mentire mai. Ed è proprio la verità, la nudità del sentimento il messaggio portato in scena da Kontakthof – Mit Damen und Herren ab 65, spettacolo della grande ballerina e coreografa tedesca Pina Bausch. La rappresentazione, a Torino dall’11 al 14 dicembre al Teatro Nuovo, è ad opera della Tanztheater Wuppertal per la stagione dello Stabile.

Che cos’è Kontakthof (“luogo di contatti”)? Non è danza, non è teatro: sono entrambe le arti. Assieme, in una miscela perfetta. La sua nascita è del tutto particolare: la Bausch nel 1978 diede vita al progetto impegnando ventisei ballerini per raccontare l’impossibilità del vero amore. Il sogno della Bausch era riproporre, a distanza di vent’anni, lo stesso lavoro con gli stessi danzatori. Un’impresa impossibile anche per la madre del teatro-danza contemporaneo. Ne è nato un progetto ancor più originale: la Bausch va alla ricerca di ballerini non professionisti nella sua città, Wuppertal, la cui età sia compresa fra i cinquantotto e i settant’anni.
Ed ecco che, in una Torino ancora imbevuta del successo del Film Festival, il pubblico sabaudo apprezza con un entusiasmo raro il ritorno, dopo sedici anni, di Pina Bausch.

L’ingresso nella sala del Teatro Nuovo raduna la compagine della Torino della danza, con tanto di troupe televise e critica.
Lo sfondo della scena è una sala da ballo degli anni ‘30. I ballerini: 13 donne e 12 uomini over sessanta. Ed è in questa sala da ballo, che altro non è se non la trasposizione del palco più importante, quello della vita, che si snodano una serie di interessanti scene. Il clivage fra i sessi offre al pubblico gustose schermaglie, battibecchi, pettegolezzi e corteggiamenti.

La fortunata spettatrice, seduta in prima fila, riesce a cogliere un aspetto interessante: innegabile rivelare che i corpi dei ballerini sono lontani dai modelli di tonicità e muscolarità dei giovani; ma l’attrazione, la repulsione, la passione, la paura, l’ammiccamento e la giocosità sono tendenze sempre vive, al di là di qualsiasi età.

Indimenticabile la scena in cui il gruppo di donne al muro si dibatte per scampare agli attacchi mimati degli uomini seduti sulla loro sedia, una bella metafora del corteggiamento che poi, nella seconda parte dello spettacolo, si vedrà ribaltata nei ruoli.

Due ore e mezza di spettacolo dove, fuor di metafora, colpisce la tenuta atletica e la giocosità dei protagonisti. Sette minuti di applausi finali salutato il ritorno della coreografa tedesca sotto la Mole.

Kontakthof – Mit Damen und Herren ab 65
regia e coreografia: Pina Bausch
scene e costumi: Rolf Borzik
assistenti alla regia: Rolf Borzik, Marion Cito, Hans Pop
direzione e supervisione delle prove e delle rappresentazioni: Bénédicte Billiet, Josephine Ann Endicott
preparazione alle prove: Josephine Ann Endicott, Beatrice Libonati, Ed Kortlandt
con: Jakob Andersen, Rosemarie Asbeck, Karlheinz Buchwald, Ulla Buchwald, Lore Duwe-Scherwat, Bernd Geike, Jutta Geike, Günter Glörfeld, Peter Kemp, Gerd Killmer, Anke Klammer, Werner Klammer, Thea Koch, Krista Lange, Dieter Linden, Ernest Martin, Heinz Meyer, Brigitte Montabon, Renate Nickisch, Heinz Nölle, Klaus Rubert, Bärbel Sanner-Egemann, Hannelore Schneider, Margarita Schwarzer, Alfred Siekmann,
Ursula Siekmann, Reiner Strassmann, Margret Thieler
musiche: Charlie Chaplin, Anton Karas, Juan Llossas, Nino Rota, Jean Sibelius e altri
durata: 2 h 30’
applausi del pubblico: 7’

Visto a Torino, Teatro Nuovo, il 13 dicembre 2008

 

 

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