Quartett: Malosti prova a incendiare Heiner Müller

Quartett - Valter Malosti e Laura Marinoni
Quartett - Valter Malosti e Laura Marinoni

Quartett – Valter Malosti e Laura Marinoni (photo: Fabio Lovino)

Quando il sipario del Teatro Carignano di Torino si apre, l’occhio dello spettatore viene colpito da una scenografia fredda ed essenziale. In scena, sdraiata su un letto di ospedale, ci attende la cinica Marchesa di Merteuil, interpretata abilmente da Laura Marinoni.

Stiamo assistendo a “Quartett” di Heiner Müller, messo in scena da Valter Malosti in una nuova versione italiana curata dallo stesso regista (e interprete) insieme alla dramaturg Agnese Grieco.

Il celebre testo, ispirato al romanzo ‘maledetto’ “Le relazioni pericolose” scritto da Pierre Choderlos de Laclos, racconta delle avventure di due nobili libertini, un uomo e una donna, che si sfidano in scena a colpi di ciniche battute e in cui la fanno da padrone tematiche come il sesso, l’identità e la finzione. Una sorta di gioco per soli adulti, una partita a scacchi tra una vittima e un carnefice in cui i ruoli si invertono e si moltiplicano.
Marinoni e Malosti si trovano così ad interpretare sia le vittime che i carnefici, dando vita ad un meccanismo teatrale perfettamente oliato, che tuttavia non lascia completamente soddisfatti.
I dialoghi serrati e taglienti tra i due libertini a tratti infatti rallentano, e il combattimento all’ultimo sangue tra le due “vecchie canaglie” sembra quasi trasformarsi in una commedia.


Gli ingredienti di partenza farebbero infatti pensare ad un lavoro scomodo e potente, difficile da maneggiare e da osservare.
La versione proposta da Malosti sotto alcuni aspetti disattende un po’ queste premesse, offrendo al pubblico uno spettacolo che non convince fino in fondo, nonostante l’accurato e interessante lavoro drammaturgico, la ricerca musicale di G.u.p. Alcaro e l’interpretazione di due grandi protagonisti delle scene.

In un teatro pieno e attento, in cui spicca comunque un’età media alquanto “alta”, sembra quasi che i temi dello spettacolo, che su carta parevano ad alto rischio di infiammabilità, siano quasi stati ammorbiditi per timore di turbare il pubblico più “conformista” ma che, a ben guardare, non fa una piega.
I due attori coinvolgono senza fatica gli spettatori, ma in alcuni momenti il ritmo diventa debole e il pubblico rischia di perdersi. L’interessante studio delle musiche e delle atmosfere sonore restituisce storicità e corpo al lavoro, sostenendo l’allestimento scenografico che, nella sua voluta essenzialità, appare glaciale e sospeso in un tempo indefinito, quasi una sorta di purgatorio pensato per accogliere due anime peccatrici in attesa di un giudizio che mai arriverà.

La recitazione di Laura Marinoni e Valter Malosti scorre fluida e impeccabile, ma seduti in platea sembra di assistere ad uno spettacolo che parla più a sé stesso che al pubblico. Il duello verbale e lo scontro fra titani della seduzione (la cinica e sensuale Marchesa di Merteuil e il libertino Visconte di Valmont) appare lontano dal nostro tempo, e l’eco delle loro astuzie e della loro blasfema ferocia arriva in sala alquanto indebolita.

Quando il sipario si chiude e gli applausi cominciano a risuonare si resta per un attimo in attesa, come se quanto visto fino a quel momento non fosse bastato a saziare la fame stuzzicata dalle premesse.

In scena a Torino fino al 2 febbraio e poi al Piccolo di Milano dal 4 al 16 febbraio.

Quartett
di Heiner Müller
da Le relazioni pericolose di de Laclos
nuova versione italiana: Agnese Grieco e Valter Malosti
con: Laura Marinoni, Valter Malosti
regia: Valter Malosti
dramaturg: Agnese Grieco
suono e live electronics: G.u.p. Alcaro
luci: Francesco Dell’Elba
scene: Nicolas Bovey
costumi: Gianluca Falaschi
assistente alla regia: Elena Serra
produzione: Fondazione del Teatro Stabile di Torino

applausi del pubblico: 2’ 30’’

Visto a Torino, Teatro Carignano, il 24 gennaio 2014
Prima nazionale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *