Uccelli: lo sguardo visionario di Gianluigi Gherzi su Matera 2019

Uccelli (photo: Andrea Semplici)
Uccelli (photo: Andrea Semplici)

Quasi 25 secoli fa, nella commedia “Gli uccelli”, Aristofane descriveva un fantasmagorico regno di volatili fondato da due ateniesi in fuga dalla città, che riuscivano a sostituirsi agli dei nel governo del mondo. Aristofane raccontava un’Atene in crisi avviata verso il crollo finale. Era l’agonia di una comunità celebre, antica patria di virtù e valori. Il commediografo denunciava coloro che reputava responsabili di tale declino, con la visuale dell’aristocratico conservatore.
Quelle di Aristofane, tuttavia, erano opere libere e liberanti, lanciate verso una dimensione utopica. Il commediografo rivendicava i diritti della quotidianità e del corpo, le gioie legate al cibo e al sesso, alla naturalezza dei rapporti umani, alla bellezza paesaggistica dei luoghi.

Felicità e creatività coincidono anche in “Uccelli. Esercizi di miracolo”, evento teatrale liberamente ispirato ad Aristofane, curato dal progetto teatrale Clessidra. Lo spettacolo è di scena fino al prossimo 16 dicembre al Palazzo del Casale di Matera.
Preceduto da una residenza artistica e da un laboratorio condotto con studenti liceali, “Uccelli” è una performance coprodotta dal Teatro delle Forche e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 nell’ambito di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “Matera 3019”. La bizzarra data finale indica uno slancio programmatico che non intende spegnersi con le celebrazioni di quest’anno memorabile.

“Uccelli”, regia e drammaturgia di Gianluigi Gherzi, direzione artistica e organizzativa di Erika Grillo (anche assistente alla regia) non è solo opera site-specific. Il variegato gruppo di attori-autori (Giorgio Consoli, Andrea Dellai, la stessa Grillo, Ermelinda Nasuto, Chiara Petillo e Fabio Zullino) cerca e ridefinisce la memoria storica della comunità. È la singolarità di Clessidra: il teatro a partire dai luoghi. Il Palazzo del Casale diventa spazio identitario metatemporale. La narrazione interseca le storie degli abitanti, rinnova i siti attraversati, scopre un nuovo modo di abitarli.
Il Palazzo del Casale, ristrutturato di recente dopo un decennio d’abbandono e degrado, riscopre la vocazione d’affaccio sul giardino di case e chiese che sono meta ogni giorno di migliaia di turisti. Il Casale è avamposto da cui ammirare la città vecchia, la cui bellezza si dispiega percorrendo strade tortuose, risalendo ampie e rudimentali gradinate da cui si osservano antichi tuguri abbandonati e abitazioni restituite alla luce.

Clessidra, avvalendosi di attori professionisti e affidando la conduzione della residenza artistica a un regista affermato, sperimenta attraverso il teatro poetiche innovative, che ambiscono a coinvolgere i luoghi e il sistema di relazioni che gli stessi luoghi ospitano.

Un palazzo, cinque stanze da abitare, più un atrio. Una superficie aperta davanti alla quale si sprigiona l’incanto del Sasso Barisano, con palazzi e case d’epoca alto-medioevale. Sei “città”, sei performer, sessanta spettatori divisi in tre gruppi: è il format di “Uccelli”.

La Città dello Spasso, animata da Giorgio Consoli, è un eccentrico paese dei balocchi dentro uno spettacolare teatro dell’assurdo. È un labirinto dell’intrattenimento obbligatorio. Ispirata alle short stories di George Saunders, questa performance visionaria esprime una critica tragicomica alla società contemporanea, mentre ne irride il consumismo e i messaggi pubblicitari sfrenati. Consoli agita il bisogno di riflessione e l’urgenza di un pensiero libero, di un’umanità votata a riflessione e autenticità.

Nella Città dei Cammini Fabio Zullino teatralizza “La crociata dei bambini” di Marcel Schwob. Lo spazio scenico è luogo onirico. Voci infantili si mescolano a immagini di montagne e fiori, di raggi di sole fra pietre e cespugli, dentro una videoripresa in soggettiva con la telecamera ad altezza di bambino. Scenari naturalistici, ambientazioni tra sacralità e candore profanate dalla violenza degli adulti. La visuale dello spettatore cambia di continuo. Zullino assorbe il pubblico nella leggenda, ma il paradiso è perduto. Il Mediterraneo rimane inferno, dove i bimbi sono spogliati del futuro e a volte della vita stessa.

Nella Città dei Corpi Ermelinda Nasuto giace a terra in assiduo contatto con la morte. La sua deformità del muoversi e del parlare è oscillazione tra ragione e istinto, bellezza e pazzia, cielo e terra. Scorrono le immagini di una Matera atavica, fra dune e rocce di una Basilicata spirituale e selvaggia. Degustazioni visive fanno da preambolo all’umano come anello tra animalità e sacro. Il divino è intuizione sospesa fra teologia e paganesimo. Affiora il bisogno di un amore panico, liberatorio, in un flusso d’energia vitale.

È buio pesto nella Città degli Incontri percossa dalla voce di Andrea Dellai. Il pubblico ristagna dentro un dedalo di conflitti, ambizioni e sogni infranti. La voce squarcia l’oscurità. Vorticosa e pungente, una pioggia ci desta dal torpore, ma senza esorcizzare rabbia e passione, odio e amore, in un mix di sensazioni conturbanti. Il buio crea una realtà incendiaria ed eversiva. Musica, poesia e denuncia s’incontrano, nella vana ricerca di salvezza dal caos interiore.

Disperata è anche la Città delle Gabbie. Chiara Petillo la frantuma con la forza corrosiva del gesto e con le parole che Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo. La performance è supplica d’amore, richiesta d’ascolto, oscillazione febbrile tra malattia e libertà. Con l’anelito di campi di grano ambrato, le parole di Petillo squarciano le celle del corpo e dell’anima, liberano ghetti e corpi in vendita, mentre epifanizzano quartieri senza colore e spazi vitali ridotti a sarcofaghi.

Nella Città dei Miracoli un’Erika Grillo trasognata ci guida alla ricerca del Genius Loci del Sasso Barisano, sotto nuvole turbinanti tra le mutevoli sfumature di colori della notte lucana. Con parole attinte da Danilo Dolci e Rainer Maria Rilke, approcciamo i mille sguardi di Matera fra soste e accelerazioni, desideri di fuga e riflussi, ascoltando la voce del cuore, godendo i miracoli della bellezza.

Photo: Andrea Semplici

Photo: Andrea Semplici

In questo progetto che si vale della direzione artistica di Giancarlo Luce, sono irrinunciabili la sonorizzazione di Vincenzo Dipierro e Angelo Piccinni, il disegno luci di Walter Pulpito, e soprattutto la regia digitale e la comunicazione visiva di Alessandro Colazzo e Sacodesign.
Le parole sono rito. Il rito diventa condivisione. La condivisione è voce della comunità. Un’energia sottile raccoglie emozioni e sentimenti. Lo scenario affascinante del Palazzo del Casale e del Sasso Barisano è il valore aggiunto della performance. Lo sguardo esce dal chiuso del palazzo e plana sull’anfiteatro naturale della città. Gli spettatori sono coinvolti: diventano visi e occhi da incontrare, mani da stringere, nomi da imparare. È l’inizio di un gigantesco volo collettivo, avviato dal presepe delle luci, nel crepuscolo dell’inverno lucano.

UCCELLI. Esercizi di miracolo
Gianluigi Gherzi regia e drammaturgia
Erika Grillo assistente alla regia
Alessandro Colazzo regia digitale e comunicazione visiva
Con gli attori-autori dal progetto CLESSIDRA_ Giorgio Consoli, Andrea Dellai, Erika Grillo, Ermelinda Nasuto, Chiara Petillo, Fabio Zullino
Walter Pulpito disegno luci, scenografie e allestimenti
Angelo Piccinni e Vincenzo Dipierro sonorizzazioni e allestimenti tecnici
Francesca Piccolo ufficio stampa e promozione
Lilia Carucci e Francesca Greco segreteria di produzione
Mariella Putignano amministrazione
Claudia Fuggiano segreteria amministrativa
Il progetto CLESSIDRA è una produzione del Teatro delle Forche.
Giancarlo Luce direzione artistica Teatro delle Forche
Erika Grillo direzione artistica e organizzazione progetto CLESSIDRA
Un ringraziamento speciale a: IAC – Centro Arti Integrate, Vincenzo Madaro e Il Serraglio – ass. culturale, Marcello Santantonio e Makera – cooperativa sociale, La Factory – Handmade in Italy, Daniela Scapin e Andrea Semplici, Giuseppe Grillo e Giovanna Lo Gatto.

durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 3’ 30”

Visto in anteprima a Matera, Palazzo del Casale, l’8 dicembre 2019

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