I bambini di Abbondanza/Bertoni, sequenze per il futuro

Sequenze per il futuro
Sequenze per il futuro

Sequenze per il futuro

Sono quasi cinque anni che Michele Abbondanza e Antonella Bertoni lavorano con i bambini come completamento del loro percorso poetico-pedagogico; fino a sentire addirittura l’esigenza di creare una vera e propria compagnia, la Compagnia Abbondanza/Bertoni I BAMBINI, con cui hanno già all’attivo alcuni titoli.

L’idea non è quella di fare spettacoli per un pubblico anagraficamente connotato, ma sta nella convinzione che un’opera artistica possa “parlare” al mondo degli adulti anche attraverso corpi bambini, secondo un teorema di accessibilità e inclusione che risulta interessante anche nel favorire la creazione di una comunicazione viva e intergenerazionale tra le persone, nel pubblico, nelle famiglie.

Il tema della fruizione dell’arte dal vivo da parte di un pubblico misto adulti-bambini è una questione assai concreta, che si scontra spesso con questioni multiple, non di rado ad ostacoli posti finanche da chi fa arte.
Ecco dunque che ci facciamo sostenitori, in quanto fruitori, ma anche in quanto genitori, di una richiesta forte, intensa di consentire facilità per chi ha figli di accesso alla forma creativa e allo spettacolo dal vivo, sicuri che questo tema sia centrale nella formazione dei ragazzi e nell’equilibrio formativo che consenta ai minori di non seguire i genitori solo al ristorante o al bar…


La  Compagnia Abbondanza/Bertoni I BAMBINI sinora ha prodotto gli spettacoli “Duel-Terza generazione” (2014) e “Il ballo del qua” (2012), oltre all’evento “”Made in Rovereto” (2014). Ecco quindi che il nuovo “Sequenze per il futuro”, interpretata da Tobia Abbondanza, Naima Fiumara, Matilde Laezza, Emily Manica, Giacomo Manica, Filippo Sacchetti, Petra Targher e Gianmaria Uccia è un terzo e compiuto risultato di questo processo, che mette lo spettatore di fronte ad una creazione raffinata e intrigante.

La creazione site specific ha aperto la 40^ edizione del festival Pergine Spettacolo Aperto, che si svolge nel comune trentino fino all’11 luglio con un programma di spettacoli, performance, laboratori e seminari interessanti e vocati al tema dell’accessibilità (trasporti dedicati, traduzioni nel linguaggio dei segni di alcuni spettacoli, attenzione per i bambini).

Lo spazio Rimessa delle carrozze è un lungo stanzone con alcune piccole rientranze laterali, che non ha finestre sul lato sinistro, ne ha alcune su quello destro e una sul fondo. Attraverso una serie di fari sistemati all’esterno e un effetto fumo all’interno, l’ambiente viene penetrato da una suadentissima luce calda e radente, che divide lo spazio in ambienti.

La trama di questo atto coreutico è in una vicenda familiare, raccontata dal parto fino alla morte. Una storia di famiglia, come nei grandi romanzi di fine Ottocento e inizio Novecento.
Dalle doglie della mamma bambina vengono fuori uno dietro l’altro cinque-sei coniglietti zompettanti, che dalla lallazione passano alla parola e pongono allo spettacolo l’interrogativo assai adulto su cosa sia il concetto di vita e su quanto questa sia effimera: un’esperienza affascinante come il volo di una farfalla ma breve, in cui il segno del tempo arriva a cambiare e cambiarci in una sorta di ineluttabile sequenza di eventi, che i giovani vanno a tipizzare.

Ecco quindi l’infanzia, poi l’irresistibile attrazione per il gruppo, per il piccolo branco che fa passare i ragazzi dall’infanzia all’adolescenza; e qui ecco i primi interrogativi, proprio mentre la scanzonatezza deve lasciare il passo alle risposte del vivere, agli interrogativi dell’esistenza, al frinire del battito d’ali.
E così in men che non si dica ci si ritrova soli, nella casa di famiglia, a fare i conti con il mobilio vintage ereditato dalla nonna, a doverlo traslocare o dismettere mentre si cerca respiro aprendo una finestra a qualche nuova luce possibile.

La creazione è ben ritmata e intrigante, pur con qualche didascalia, forse utile ad ottenere dai giovani interpreti un esito più convincente grazie alla possibilità di “nominare” le cose. Così, fra giochi di permeabilità della quarta parete, piccoli gioielli interpretativi che spingono quasi alla commozione, qualche naïveté e una trama di fondo sempre intellegibile ma che non fa in tempo ad annoiare, il lavoro arriva a conclusione in modo onesto e anche crudo, affermando il paradigma dell’ineluttabilità delle cose del vivere e segnalando anche qualche talento della scena cristallino, già predestinato alla vita da artista, a volare ancora più veloce, a battere le ali ancora più forte. Una fortuna?

Sequenze per il futuro
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Tobia Abbondanza, Naima Fiumara, Matilde Laezza, Emily Manica, Giacomo Manica, Filippo Sacchetti, Petra Targher, Gianmaria Uccia

durata: 45′
applausi del pubblico: 2′ 05”

Visto a Pergine, Rimessa delle carrozze, il 3 luglio 2015

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