Laura Curino e la Passione che fa vivere

Laura Curino in Passione

Laura Curino nella versione del ’93 di Passione, al festival Il teatro e il sacro (photo: Rapalino)

Bastano un palco vuoto, un tavolino e una candela per raccontare una storia.
Certo, è indispensabile qualcuno che quella storia la sappia raccontare… e Laura Curino, lo sappiamo, è brava a raccontare. La sua storia ci fa ridere e piangere, ricordare e sperare.

L’inizio: un viaggio, un pullman, finestrini appannati. Un viaggio che non si vuole fare, difficile staccarsi da casa, quella casa che, nei nostri sogni, ha sempre tetto e camino col fumo che sale, quella casa così distante dagli appartamenti del Villaggio Fiat di Settimo Torinese. La destinazione finale.

Appartamenti costruiti per gli operai che rinchiudono i dialetti dell’intera Italia, da Nord a Sud. Dialetti  che si mescolano, che parlano dai balconi, dai banchi di scuola, dalle lezioni delle maestre tutte nubili e senza figli.
Non c’è nulla oltre le case, non ci sono scuole, nessun negozio o giardino. Nulla, tranne gli odori che segnano i giorni e vanno a spasso con il vento.

Del resto le zone industriali sono fatte per le industrie, non per gli uomini. E tanto meno per una ragazzina, che ad adattarsi non ci riesce proprio.
Puzza di vernice dalla Silva, puzza di chimico da Farmitalia, “puzza di profumo” da l’Oreal, e ogni tanto profumo di caffè, quando il vento tira da Torino.

Le risate e i sospiri in sala confermano che nulla è inventato: i ricordi salgono su e ora a tratti fanno sorridere. Allora, invece, si piangeva ripensando a cosa si era lasciato, e non c’era nient’altro che il lavoro in fabbrica e il poco tempo libero, che non si sapeva neppure bene come impegnare.
Gli immigrati di ieri e di oggi alla fine si somigliano tutti.

Eppure, in quel nulla, arrivano delle scoperte che possono cambiare la vita. La ragazzina che non esce ormai quasi più di casa scopre il teatro, quello che non lascerà mai più. Scopre come si raccontano le storie, come si imparano a memoria.
Arriva con “La passione”, titolo dello spettacolo che va in scena una sera alla Casa del Popolo di Settimo, organizzato con tanta ostinazione da chi cercava di portare cultura nel nulla. E che segnerà un tassello fondamentale nel percorso di quella ragazzina.

La Curino, dopo tanti anni, conferma in questo suo storico spettacolo, scritto a sei mani con Roberto Tarasco e Gabriele Vacis, la bravura nel passare da un personaggio all’altro, con una comicità che avvolge insieme alla tenerezza di tempi passati, adolescenze difficili in cui ci si può riconoscere: forse eri una davvero una piccola rana che passava inosservata nel mondo!

Il debutto di “Passione” risale al 1993, eppure non c’è polvere del tempo.
Immigrazione, sogni, scoperta della propria strada e solitudine sono rigorosamente sempre attuali.
Perché attraversare (spesso anche con dolore) l’adolescenza è il destino di ogni ragazzo.
Perché lo stringersi del cuore arriverà a tutti quelli che hanno lasciato la propria casa ed i propri affetti per sopravvivere.
Perché solo le grandi passioni sono in grado di farci crescere.

Passione

con: Laura Curino
di: Laura Curino, Roberto Tarasco, Gabriele Vacis
regia: Roberto Tarasco
in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile di Torino
durata: 1h 20′
applausi del pubblico: 2′ 30”

Visto a Settimo Torinese (TO), Teatro Garybaldi, il 19 gennaio 2013


 

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