Sharon Fridman, Ferenc Fehér e l’essenza della danza

Tao Te con Ferenc Fehrer e Ákos Dòzsa

Ferenc Fehrer e Ákos Dòzsa in Tao Te (photo: Andrea Macchia per Interplay)

In un’epoca di prolungata contrazione economica e conseguenti tagli, Sharon Fridman e Ferenc Fehér sono arrivati in Italia grazie alla sinergia tra Amat e Mosaico Danza, che hanno collaborato per sostenere i costi delle due compagnie. Un’operazione che ha avuto il merito di presentare due spettacoli di assoluto interesse, prima nella serata di debutto del festival Interplay di Torino e, qualche giorno dopo, nella serata conclusiva di Civitanova Danza.

Seduti a terra, Ferenc Fehrer e Ákos Dòzsa mangiano. Un pic-nic scarno: una forma di pane su una tovaglia stesa sul palco che diventa ben presto oggetto del contendere, strappata dalle mani l’uno dell’altro per poi  spezzarsi; si divide anche la tovaglia, e inizia la danza.
Quadri si susseguono a quadri, in un affastellarsi di musiche che sanciscono i cambi scena, dove tutto si evolve ma anche resta uguale. Soli, duetti, canoni sincroni e asincroni, un continuo combattere, lottare, ma anche un cercarsi, come se non fosse possibile esistere senza un contendente, senza un avversario.
Il rapporto non trova mai soluzione, in bilico sempre tra “l’essere contro” e l’essere in armonia, come d’altra parte esplicitato anche anche nel titolo: Tao è la legge universale, Te la virtù attraverso cui Tao si manifesta.

Il compito allora è quello di conservare l’armonia, un esercizio di equilibri che vive di continui fallimenti, ma che non viene mai abbandonato. Il finale infatti ritrova i due danzatori, ognuno con la propria mezza tovaglia e la mezza forma di pane in mano, spalla a spalla, a sbocconcellare il rispettivo pasto.


La danza di Ferenc Fehér è una contaminazione tra free style e arti marziali, perfetta nell’esecuzione, leggera e potente allo stesso tempo, che lascia stupiti per le capacità che un corpo può contenere. Manca tuttavia un’emozione che possa avvincere al di là di stupore e ammirazione, complice forse un tappeto sonoro troppo presente, un ritmo che resta sempre uguale a se stesso, suggerendo un senso di non risolto, che è sì contenuto nel progetto stesso, ma che non trova mai un climax che faccia ripartire l’attenzione e tenga avvinti.

¿Hasta dònde...? di e con Sharon Fridman

¿Hasta dònde…? di e con Sharon Fridman (photo: Andrea Macchia per Interplay)

Del tutto opposto, in questo senso, è il pezzo presentato da Sharon Fridman, giocato invece su crescendi che lasciano senza fiato, supportati da una colonna musicale creata ad hoc, che accompagna ed esalta le manipolazioni a cui i corpi dei due danzatori sono sottoposti.

Anche qui il titolo è esemplificativo: “¿Hasta dònde…?”, ossia: fino a che punto si può essere gettati e gettare? Fino a che punto si può arrivare nel prendersi e lasciarsi?
Ancora una volta veniamo immersi in una lotta che contiene il sostenersi e il combattere, anche se l’ambito in cui ci muoviamo questa volta è quello della contact. Diverso anche il finale; i due corpi, fino all’ultimo allacciati in continui scambi di peso, esplorati con grande maestria e delicatamente poetici, esplodono e si dividono: la tensione creata si scioglie in un caloroso applauso.

E’ un piccolo cameo questo “¿Hasta dònde…?”, uno di quei rari brani in cui è davvero tutto giusto e perfetto: dalla musica ai costumi scelti, fino ai “colori” dei due interpreti, lo stesso Fridman insieme a Arthur Bernard-Bazin.
Tutto concorre non tanto alla comprensione, quanto al riafferrare un senso e un’emozione, al di là di ogni operazione conoscitiva; ci si aggancia all’emotività al di là del significato, al di là delle parole, al di là della bravura e della perfezione dell’esecuzione. Ecco allora uno di quegli esempi in cui la tecnica (seppur presente) viene trascesa, diventando così trasparente da mostrare solo l’essenza.

TAO TE
uno spettacolo di Ferenc Fehér, Ákos Dózsa
coreografia Ferenc Fehér
musica Ferenc Fehér
danzatori Ákos Dózsa, Ferenc Fehér
disegno luci Gabi Bánki
tecnico del suono Dávid Kovácsovics
durata: 30’
applausi del pubblico: 2’

¿HASTA DONDE…?
coreografia: Sharon Fridman
con: Arthur Bernard-Bazin e Sharon Fridman
musiche: Luis Miguel Cobo
con il sostegno di Centro de Danza Canal, Festival de Otoño en Primavera, Comunidad de Madrid e Centro Coreografico La Gomena
durata: 20’
applausi del pubblico: 3’


 
Visti a Civitanova e a Torino, Teatro Annibal Caro/Teatro Astra, il 22 e 24 maggio 2013
 

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