Falsi corti. La bugia in Drammaturgia Attiva

Lino Musella e Paolo Mazzarella - Compagnia MusellaMazzarella

Lezione n°9, 16 aprile 2012. La scrittura scenica – Incontro con Lino Musella e Paolo Mazzarelli (photo: Federica Lissoni)

Da un’idea a un progetto, vero e proprio, di drammaturgia.
Il particolare sta nel fatto che l’idea, fondamentalmente, sia una bugia, mentre il progetto non è per niente uno scherzo: domani 16 maggio, a Milano, andranno in scena i “Falsi Corti”, ovvero, le menzogne congegnate nei tre mesi di laboratorio in cui hanno partecipato 14 progetti letti, riletti, scritti e riscritti da altrettanti bugiardi, e analizzati, commentati, presi in mano, a spunto, a modello (da fare o meno), o semplicemente in simpatia, dai 6 docenti “magistrali” intervenuti oltre, e di fianco, alla “curriculare” Carolina De La Calle Casanova.

In occasione della chiusura dell’edizione 2012 del Laboratorio di Drammaturgia Attiva – Raccontami una bugia saranno presentati allo Spazio Linguaggi Creativi di Milano alcune letture sceniche dei lavori sviluppati durante il laboratorio, e il portale a lui dedicato.   

Klp ha seguito il laboratorio, partecipando come uditori ma non solo ascoltando: abbiamo toccato i progetti, mangiato, bevuto e fumato con i progettisti, siamo andati la sera a teatro e, insomma, abbiamo sperimentato tutto il laboratorio. E di tutto ciò presto presenteremo il resoconto.  

Partiamo dalla fine però, dalla data in cui i lavori realizzati, le scritture, verranno aperte, spiegate verso una semplice messa in scena o una lettura drammatizzata, che offrirà agli allievi la possibilità di mettersi alla prova finalmente con il pubblico, dopo aver condiviso le proprie parole con i compagni e dopo un primo confronto con i docenti “straordinari”: Paolo Rossi, il poeta Enzo Cinaski, il giornalista Piero Colaprico, la compagnia MusellaMazzarelli, Michele Mele in qualità di operatore teatrale, e Claudia Cannella in quello di critico.
 

Laboratorio di Drammaturgia Attiva

Lezione n°8, 11 aprile 2012. Voglio le lacrime della mamma. Una riflessione di Piero Colaprico (photo: Federica Lissoni)

Al laboratorio hanno partecipato 13 autori, selezionati attraverso bando e poi, uno alla volta, in colloquio. Un bando indirizzato a registi, drammaturghi, attori o a chiunque, con un minimo di esperienza sul campo, avesse da proporre un progetto di scrittura: la bozza di un copione, un’idea per la riscrittura di un classico, di un film, di un libro, un testo scritto ma inedito o semplicemente un’intuizione da sviluppare, purché sintetizzato in una relazione di 2/3 cartelle, contenente le intenzioni circa la trama e la sua destinazione fra teatro, cinema, narrazione, o altro. Requisito fondamentale, e fondante, che la trama partisse da una menzogna.

E dunque, perché la menzogna? Perché proprio quel sinonimo di bugia, quindi falsità, inganno, scherzo, in una parola “panzana”, come le tante che animano la politica, che alimentano i mass media, come le tante ipocrisie che dirigono gli atteggiamenti sociali e le vanità che sanciscono gli status symbol? Sinonimo di menzogna è anche però finzione, quindi l’invenzione che dia vita a una favola, a una messinscena, o a una barzelletta. È comunque una creazione, più o meno data dalla fantasia, dall’immaginazione, e in ogni caso si può manifestare in una “trovata” drammaturgica. Purché “stia in piedi”. La menzogna deve essere intelligente e, per esserlo, deve avere una struttura potente che la renda viva, attuabile, paradossalmente “vera”. Insomma, deve dimostrare la sua credibilità e, per farlo, ha bisogno di uno scheletro forte da coprire con le parole, che sia come la “coerenza interna dello spettacolo” che si chiede a qualsiasi drammaturgia, definita appunto “scheletro” sin dalla prima lezione del laboratorio.

“Drammaturgia attiva”, infatti, è l’intenzione di un laboratorio che prima di tutto vuole verificare la possibilità (ancora) di una drammaturgia “classica”, cioè naturalmente fondata su un conflitto, ponendo come unico confine all’esperimento il fatto che il conflitto nasca da una bugia, quindi, escludendo qualsiasi drammaturgia di situazione, ed evitando scritture destinate a personaggi frontali che mettono in mostra il loro conflitto senza viverlo.

All’autore è stato chiesto di prendere posizione attraverso il conflitto di cui parla/scrive, di riappropriarsi del mezzo drammaturgico originale per fare – appunto – il contrario di quanto accade fuori dal teatro, dove la normale responsabilità del conflitto viene schivata.  
L’esperimento del laboratorio è stato, sin dall’inizio, esprimere il conflitto: agli autori è stato chiesto subito di esprimerlo in una frase, “cosa significa per l’autore?”, e “in quale scena lo rivela?”; insomma, di andare subito nel cuore dell’idea, senza mai staccare la mira.

Noi, uditori, abbiamo sperimentato la difficoltà, soprattutto per quanti hanno inserito la propria storia personale nel soggetto: credere nella propria bugia è stato il punto di partenza per fondare la scrittura, proprio per quell’autore che difficilmente rinuncia a se stesso, mentre, nel raccontare una bugia, ha trovato la buona occasione per farlo.
Abbiamo visto cosa significa per un autore decidere di fare un salto nello sconosciuto, scendere davvero, prendere coscienza e decidere di scrivere. Abbiamo visto, in tre mesi, in che modo un autore si mette in gioco, “seriamente”, mantenendo più che la velocità, la quotidianità nella scrittura.
E abbiamo visto che è possibile, fattibile, raggiungere la coerenza della scrittura: arriva da un forte “credo” nel progetto.
“C’è il tiro? Scrivi! – è stato il pungolo di Carolina De La Calle Casanova per tre mesi di lettura e ascolto – La struttura della menzogna è il punto di partenza dal quale ci serviremo per elencare, apprendere e mettere alla prova la nostra capacità di scrittura”.
Ora la parola spetta al pubblico.  

Falsi Corti
Mercoledì 16 maggio h. 19.30
Spazio Linguaggicreativi, via Villoresi, 26 – Milano
ingresso: 5€ (tessera linguaggicreativi compresa nel prezzo)
prenotazione obbligatoria a: info@linguaggicreativi.it
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *