Alle soglie dei trent’anni: il Cada Die, la Sardegna, la militanza

Cada Die Teatro

Cada Die Teatro

Trent’anni è un’età importante. Per un essere umano è l’inizio della maturità dopo la tardoadolescenza, l’assunzione di responsabilità, la pianificazione di un futuro plurale. Per un ente è la consacrazione di una longevità e di una persistenza che va oltre le maree, i flussi e i riflussi, i venti. E mai come in questo caso l’elemento geografico è connotante, visto che stiamo parlando di un compleanno che ricorrerà fra poco più di un mese, quello del Cada Die Teatro, nato a Cagliari nel 1982.

Questa esperienza si è sviluppata con l’aggregazione progressiva di professionalità e sensibilità del territorio, fino a farne oggi il vero e proprio motore di un circuito che agisce con grande presenza e forza, favorendo una sorta di confederazione gestionale con altre compagnie per portare il teatro in tutta l’isola.
Parliamo dell’esperimento La Sardegna dei teatri – circuito di teatro contemporaneo diretto da Cada Die in collaborazione con Bocheteatro di Nuoro, La Maschera di San Sperate, Rossolevante di Tortolì e Sinenomine teathrum di Serramanna, per la circuitazione popolare del teatro nei luoghi in cui difficilmente arriva.
Una vera e propria rete che abbraccia quattro province e i nove comuni di Cagliari, Dorgali, Lanusei, Orosei, San Sperate, Serramanna, Serrenti, Tortolì e Ulassai.

L’edizione della rassegna di quest’anno è ora a metà strada e ha già visto passare sui palcoscenici dell’isola ospiti di primo livello come il Teatro delle Albe con “La canzone degli F.P. e degli I.M.” di Elsa Morante, Babilonia Teatri con “The end” e “Pop Star”, il Teatro Invito di Lecco con “La colonna Infame” e “Una questione di vita e di morte – Veglia per E.E.”, che affronta il tema della morte ispirandosi al caso di Eluana Englaro.

Ma nel programma c’è stato anche il teatro di narrazione e di impegno civile con Giulio Cavalli e tanto spazio nei teatri del circuito alle compagnie Bocheteatro, Il Crogiuolo, La Maschera e Sinenomine theatrum.
Vogliamo fare i nostri auguri per questo traguardo importante a Giancarlo Biffi, direttore artistico, e a tutti gli altri registi e attori/artisti della compagnia, da Giorgio del Rio ad Alessandro Lay, da Alessandro Mascia a Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, fino a Pierpaolo Piludu, colonna storica del Cada Die e interprete di “SOS Laribiancos”, monologo teatrale tratto dall’omonimo romanzo del grande scrittore e poeta sassarese Francesco Ciccittu Masala, “Marea”, frutto di una coproduzione con Ambria Jazz Festival e Time in jazz, che ha portato il trombettista Paolo Fresu a scrivere la colonna sonora dello spettacolo.

E per questi auguri, con qualche settimana d’anticipo, riproponiamole immagini delle repliche di “SOS Laribiancos”, andate in scena l’anno scorso a Milano al Teatro Franco Parenti, con la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu che ha eseguito dal vivo le musiche. Quella tagliente nota, tenuta fissa per 5 minuti di respirazione circolare con il musicista avanti e indietro in marcia sul palco, mentre Piludu racconta dei disperati di paese, mandati a morire in Russia durante la guerra mondiale sono una delle memorie teatrali più vive che ho di questi anni trascorsi nelle sale d’Italia.

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